Enigmistica ma… tematica – Indovinelli

Amici, siete in grado di risolvere gli enigmi proposti mensilmente su Prisma dal nostro matematico-enigmista Giuseppe Pontrelli (Gipo)? Mettetevi alla prova… questa volta con questi due indovinelli

Stile libero – La débâcle

Non voglio scrivere sui dati Invalsi usciti nel mese di luglio: ne hanno scritto tutti i giornali con titoli degni di una sciagura aerea. Vorrei

Pensieri divergenti – Equi e diseguali

Negli ultimi fine-settimana sono a certificare le firme dei cittadini per il referendum sull’abrogazione di alcuni commi dell’articolo 579 del codice penale (omicidio del consenziente),

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Diamo i numeri
32,9%
è la percentuale di immobili, tra quelli colpiti da provvedimento amministrativo, che sono poi stati realmente abbattuti dal 2004, anno dell’ultimo condono, al 2020.
24,3%
è la percentuale di abbattimenti portati a termine lungo le coste, sul totale degli immobili abusivi realizzati a ridosso del mare e colpiti da provvedimento amministrativo (8,6% in meno della media nazionale complessiva).
14.485
sono state le ordinanze di demolizione emesse in Puglia, Calabria, Sicilia e Calabria, tra le regioni più segnate dalla presenza mafiosa e dove si concentra il 43,4% degli illeciti nel ciclo del cemento registrati in Italia nel 2019. Ne sono però state eseguite solo 2.517, il 17,4%.
1.819
sono i Comuni, su un totale di 7.909, che hanno risposto al questionario di Legambiente sull’abusivismo edilizio. In fatto di trasparenza della pubblica amministrazione si distingue la Provincia autonoma di Bolzano, dove il 55,2% dei Comuni ha fornito i dati richiesti, seguita dalla Valle d’Aosta con il 40,5%.
4%
è la percentuale, rispetto alle ordinanze emesse, di demolizioni eseguite in Puglia, la regione italiana che chiude la classifica, preceduta da Calabria (11,2%) e Campania (19,6%). Male però in generale tutto il Sud Italia. I dati confermano una netta spaccatura all’interno del Paese.
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Editoriale

di Vincenzo Mulè, Direttore Responsabile

Il Capodanno della scuola

Con l’espressione capodanno estivo Alberto Mattiacci, presidente del comitato scientifico del Centro di ricerca Eurispes, racconta la ripresa delle attività di settembre dopo la tradizionale pausa estiva. Un Capodanno diverso dai soliti perché le ferite lasciate dal Covid sono ancora lontane dal rimarginarsi. Ma la vera novità, a meno di clamorose sorprese, è che con il nuovo anno si torna in presenza riallacciando “quella consuetudine dell’altro, non mediata dallo schermo, entro la quale ci immergeremo diversi da come ne siamo usciti”. I fondi del Pnrr ci offrono un’occasione unica, quella di svecchiare e ammodernare l’Italia. A cominciare dalla scuola che costituisce il primo appuntamento – se non altro di carattere cronologico – di questo ritorno alla normalità. Sulla Dad questo giornale si è già ampiamente espresso: un’ancora di salvezza alla quale la scuola è rimasta aggrappata per quasi due anni ma anche un male (necessario) i cui danni sconteremo a

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Controcopertina

Walter Leoni / Symmaceo Communications