Libri – Asher Colombo, Gianpiero Dalla Zuanna e Manuela Scioni, “La generazione-Z all’università”

 

Inclusivi, con pochi pregiudizi, decisamente secolarizzati, spesso schierati politicamente e molto attenti alla propria sfera personale: i nati tra il 1997 e il 2012 sembrano proporre un nuovo paradigma di scelte

Definire in modo sintetico le diverse generazioni non è mai facile e il rischio principale è quello di generalizzare e scadere nell’abuso di stereotipi: così i Baby Boomers (ovvero i nati tra il 1946 e il 1964) sarebbero tutti ottimisti, competitivi, stacanovisti sul lavoro e orientati alla stabilità, gli appartenenti alla Gen-X (1965-1979) indipendenti, pragmatici, scettici e adattabili, i Millennials (1980-1996) flessibili, innovativi, attenti alla sostenibilità e amanti della tecnologia (tra loro ci sono i primi nativi digitali), e gli appartenenti alla Gen-Z, i veri nativi digitali al 100%, (1997-2012), ansiosi, soli, ma pragmatici e attenti all’inclusività e alla diversità. Ma è davvero così? In verità, soprattutto la Gen-Z appare irriducibile a una classificazione rigida e riluttante a una identificazione schematica. Utile allora per conoscerla maggiormente può essere un approccio diverso, statistico, come quello adottato in questo volume, che si concentra sulle risposte date da chi ha iniziato a frequentare alcuni atenei scelti come campione (università di Bologna, università di Padova e università di Milano Bicocca). Con la consapevolezza che gli studenti universitari in generale costituiscono una componente socialmente selezionata della popolazione italiana coetanea – provengono, in misura tutt’altro che trascurabile, dagli strati più privilegiati della popolazione –, le risposte possono avvicinarci alla comprensione di quelli che speriamo possano essere i futuri protagonisti del nostro Paese. Che ritratto emerge? Un gruppo spesso schierato politicamente, più a sinistra che a destra (soprattutto nelle facoltà umanistiche), “fortemente secolarizzato non solo dal punto di vista delle pratiche o dell’influenza della religione sulla vita quotidiana, ma anche diretto verso livelli di ateismo inediti nella nostra società […] con livelli decisamente elevati di opposizione all’accettazione dell’autorità e di allontanamento dalla tradizione in favore di una centralità della scelta personale definita prevalentemente dal perseguimento delle proprie aspirazioni”. In presenza di un allontanamento da pratiche culturali tradizionali – in particolare sono evidenti livelli elevati di dismissione della lettura come fonte privilegiata di raccolta di informazioni – gli studenti universitari della Gen-Z mostrano livelli elevati di sensibilità verso i diritti civili, meno pregiudizi, una stabile centralità della scelta individuale e la ridefinizione dei ruoli di genere, della morale sessuale e del rapporto stesso tra sesso e genere. In particolare, “l’affermazione di norme egualitarie in ambito politico, economico e domestico si estende anche alla percezione delle differenze tra i generi e agli orientamenti sessuali, sempre più svincolati da definizioni naturali e tradizionali”. Che sia l’alba di un nuovo modo di pensare? Ai posteri – la Gen Alpha e la Gen Beta – l’ardua sentenza.

 

Asher Colombo, Gianpiero Dalla Zuanna e Manuela Scioni

La generazione-Z all’università

il Mulino (2026)

pp. 240, euro 23,00

 

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