Se nella storia del Premio Nobel la matematica è la grande assente, sia per la preferenza di Alfred Nobel verso le scienze applicate, sia per storiche e affascinanti leggende personali con il famoso matematico svedese, Magnus Gustaf Mittag-Leffler, a cui avrebbero dovuto assegnare la prima edizione del premio, i matematici hanno successivamente istituito diversi premi per questa disciplina, fra cui la Medaglia Fields.
Assegnata per la prima volta nel 1936, la Medaglia Fields rappresenta il massimo traguardo internazionale per i matematici. A differenza del Nobel, viene conferita ogni quattro anni dall’Unione Matematica Internazionale (IMU) a studiosi con meno di 40 anni d’età.
A Philadelphia il 23 luglio, in occasione dell’International Congress of Mathematicians (ICM 2026), sono state ufficialmente conferite le quattro Medaglie Fields del 2026.
I Quattro Vincitori del 2026
I quattro matematici premiati in questa edizione hanno risolto problemi e congetture storiche nei rispettivi ambiti:
- Yu Deng (Università di Chicago): Premiato per i suoi contributi alla teoria cinetica. Insieme a Zaher Hani e Xiao Ma, ha dimostrato matematicamente come il comportamento collettivo di un gas rarefatto emerga dalle leggi della meccanica, risolvendo una difficoltà rimasta aperta per oltre cinquant’anni.
- John Vincent Pardon (Simons Center della Stony Brook University a New York): Attivo nel campo della geometria e della topologia, ha ricevuto la medaglia Field per aver risolto un problema sollevato da Mikhail Gromov nel 1983 sulla distorsione dei nodi.
- Jacob Tsimerman (Università di Toronto): Premiato per la sua soluzione della congettura di André-Oort, un problema di Geometria Diofantea aperto da circa tre decenni.
- Hong Wang (Courant Institute di New York e Institut des Hautes Études Scientifiques a Parigi): Terza donna nella storia a vincere la Medaglia Fields (dopo Maryam Mirzakhani e Maryna Viazovska) è stata premiata per la soluzione della congettura di Kakeya in dimensione 3.
Hong Wang: Un Cammino tra natura, crisi e la Soluzione di Kakeya
La storia personale di Hong Wang offre uno spaccato profondo e umano sul modo di vivere la ricerca scientifica. Cresciuta a Guilin, in Cina, in una famiglia che le lascia grande libertà intellettuale (madre insegnante d’inglese e padre docente di matematica), la Wang vive la disciplina non come un’imposizione, ma come una forma di comprensione del mondo:
“A volte passeggio semplicemente tra i fiori, gli alberi e le piante. Mi schiarisce la mente e mi rende più calma… La matematica per me è un modo per comprendere il mondo. È qualcosa in cui posso sforzarmi di pensare intensamente e capire tutto a partire dagli assiomi e dalle basi.”
Il suo primo approccio con i problemi matematici risale all’infanzia, all’età di 5 o 6 anni: “Se hai sette punti nel piano, e tre punti sono allineati, quante rette puoi trovare?”
Wang nasce nel 1991 a Guilin, nella provincia cinese del Guangxi, da una famiglia di insegnanti della scuola secondaria della contea di Pingle. Dotata di grande precocità, ha saltato due classi durante la scuola primaria. Nel 2004 entra alla Guilin High School, e tre anni dopo, a sedici anni appena, compie il primo grande salto: viene ammessa anticipatamente all’Università di Pechino grazie a un punteggio Gaokao di 653. Arriva per studiare scienze della terra, ma presto capisce che la sua direzione è un’altra: la matematica in cui si laurea nel 2011.
L’impatto con la matematica universitaria avanzata, tuttavia, le crea momenti di forte scoraggiamento. Durante la laurea decide di fare una pausa svolgendo uno stage in architettura a Parigi. È lì che matura una scelta consapevole: “Dopo questo stage, ho deciso che avrei dovuto dedicare i miei anni più creativi alla matematica e, se non avesse funzionato, avrei rivalutato la mia scelta dopo cinque anni. Dopo di allora, ho smesso di preoccuparmi se fossi brava o meno in matematica.”
Superata l’ansia da prestazione, inizia la sua luminosissima carriera attraversando il mondo.
Nel 2014 ha conseguito una doppia laurea in Francia: il Diplôme d’Ingénieur presso l’École Polytechnique e un Master of Science all’Università Paris-Sud. Nel 2019 ha ottenuto il dottorato in matematica al Massachusetts Institute of Technology (MIT), sotto la supervisione di Larry Guth.
Nel 2021 si sposta sulla costa opposta degli Stati Uniti, a Los Angeles, dove diventa assistant professor all’Università della California, Los Angeles, dal 2021 al 2023.
Nel 2023 arriva un nuovo capitolo: New York. Wang entra al Courant Institute of Mathematical Sciences della New York University (NYU) come associate professor, in uno dei centri più prestigiosi al mondo per l’analisi e la matematica applicata.
Due anni dopo, nel settembre 2025, è stata promossa a full professor alla NYU ed è stata nominata anche professoressa permanente di matematica presso l’Institut des hautes études scientifiques (IHES) in Francia.
Poi, nell’aprile 2026, arriva un’ulteriore consacrazione: la NYU le assegna la cattedra di Silver Professor of Mathematics, una posizione finanziata da una donazione e riservata a studiosi di eccezionale statura.
I suoi maggiori interessi di ricerca sono l’analisi armonica e la teoria geometrica della misura, trovando fascinazione nei frattali che, ci spiega lei stessa, si trovano nella vita quotidiana: per esempio i fiocchi di neve. “Se continui a fare uno zoom, vedi strutture molto simili a quella più grande. Alcuni dei problemi matematici su cui lavoriamo hanno strutture così naturali che sembra siano state lì ad aspettare solo noi per essere scoperte da molto tempo.”
Durante il periodo di isolamento per il COVID legge un post sul blog del medagliato Fields Terence Tao riguardo la congettura degli insiemi di Kakeya.
Nel 1917, Kakeya pose la seguente domanda: se si fa ruotare un ago di 180°, qual è l’area minima che esso copre?
Nel 1919 il matematico Abram Besicovitch dimostrò che esiste un modo di ruotare l’ago di 180 gradi tale che l’area spazzata sia piccola a piacere, fino a diventare teoricamente pari a zero.
Da qui la domanda si è spostata su un livello più profondo: quanto può essere davvero “piccolo” un insieme di Kakeya, ovvero un insieme di punti nello spazio euclideo che contiene un segmento unitario in ogni direzione.
La celebre Congettura di Kakeya ipotizza che, nonostante l’area o il volume possano annullarsi, la dimensione (intesa in senso frattale) di un simile insieme debba essere sempre quella massima dello spazio in cui si trova.
Lavorando insieme a Josh Zahl, Hong Wang è riuscita a dimostrare che nello spazio tridimensionale qualsiasi insieme di Kakeya ha dimensione esattamente pari a 3, risolvendo un rompicapo che resisteva da oltre un secolo. Un risultato fondamentale non solo per la geometria puramente teorica, ma anche per l’analisi armonica: la validità della congettura pone infatti precisi limiti alle soluzioni di equazioni alle derivate parziali cruciali per la fisica, come l’equazione lineare di Schrödinger.
Dal 2022 al 2026 Wang ha ricevuto alcuni dei massimi riconoscimenti internazionali in matematica. Ha vinto il Maryam Mirzakhani New Frontiers Prize (2022) per i suoi contributi alla congettura di restrizione e alla regolarizzazione locale.
Nel 2025 le sono stati conferiti il Premio Salem, la Medaglia d’Oro ICCM e il Premio Ostrowski, che ne hanno riconosciuto il ruolo decisivo nella soluzione di problemi centrali dell’analisi armonica, tra cui la congettura di Kakeya in tre dimensioni.
Nel 2026 ha ricevuto il Premio Sadosky dell’AWM e il Clay Research Award e infine il 23 luglio 2026 è stata insignita della Medaglia, diventando la prima donna cinese a ottenere questo riconoscimento.
Oltre la Ricerca
Nonostante la conquista del massimo riconoscimento per la matematica under 40, Hong Wang mantiene la sua attitudine contemplativa: a New York visita spesso la serra dell’orto botanico perché le ricorda il clima di Guilin, dove torna regolarmente per passeggiare nei parchi con i genitori.
Un percorso che dimostra come la grande ricerca scientifica nasca spesso dalla capacità di far vagare i pensieri, accettare i momenti di dubbio e mantenere viva la curiosità verso la natura.