Il Premio Riemann è uno dei riconoscimenti più prestigiosi nel panorama matematico internazionale. Istituito nel 2019 sotto l’egida della Riemann International School of Mathematics (RISM) dell’Università dell’Insubria, celebra matematici che hanno raggiunto una piena maturità scientifica, tipicamente tra i 40 e i 65 anni, e che hanno contribuito in modo significativo allo sviluppo della disciplina.
Il premio è dedicato a Bernhard Riemann, figura centrale nella storia della matematica, le cui idee hanno influenzato campi vastissimi: dalla geometria alla teoria dei numeri, fino alla relatività generale di Einstein. La celebre congettura di Riemann, ancora irrisolta dopo 166 anni, continua a guidare ricerche fondamentali con implicazioni profonde anche al di fuori della matematica pura.
Il Premio Riemann viene assegnato ogni tre anni. Le prime due edizioni hanno visto vincitori di altissimo profilo: Terence Tao, matematico australiano considerato uno dei più brillanti della sua generazione, e Luigi Ambrosio, figura di riferimento nell’analisi matematica e nella teoria della misura, nonché direttore della Scuola Normale Superiore.
Il 2026 vede dunque la terza edizione, che celebra questa volta Silvia Serfaty, matematica francese e una delle matematiche più influenti della sua generazione. La sua carriera inizia nel 1994, quando entra all’École Normale Supérieure classificandosi prima al concorso di ammissione. Da lì, il suo percorso si sviluppa tra Europa e Stati Uniti, fino a diventare docente alla Sorbona e al Courant Institute della New York University, uno dei centri matematici più prestigiosi al mondo.
Serfaty è stata invitata come speaker all’International Congress of Mathematicians (ICM) del 2018 a Rio De Janeiro, ha ricevuto premi europei di grande rilievo e ha formato generazioni di giovani ricercatori. Il Premio Riemann arriva dunque come coronamento di un percorso scientifico e umano di enorme impatto.
Il riconoscimento celebra l’insieme dei contributi di Serfaty, ma un risultato in particolare emerge come emblematico: la dimostrazione matematica della struttura dei vortici nei superconduttori, ottenuta insieme a Étienne Sandier. I superconduttori sono materiali che, in particolari condizioni, permettono alla corrente elettrica di fluire senza resistenza come se scomparisse qualsiasi attrito. Questo è estremamente importante per moltissime applicazioni tecnologiche. In presenza di campi magnetici intensi, al loro interno si formano vortici, che sperimentalmente si dispongono in un reticolo triangolare, simile a un nido d’ape.
Serfaty nell’intervista in onda il primo luglio su Radio3 Scienza dice: “Nei superconduttori si osservano sperimentalmente dei vortici che si organizzano in un reticolo triangolare… quello che abbiamo voluto fare e che siamo riusciti a fare a partire appunto dal modello fornito dai fisici Ginzburg e Landau è stato ottenere una dimostrazione matematica del fatto che in questi vortici si venga a creare proprio una disposizione a reticolo triangolare. Per fare questa dimostrazione abbiamo lavorato anni, quindi per noi è stato davvero un traguardo eccezionale questo.”
La sua ricerca si basa sul lavoro di Ginzburg–Landau, fondamentale per descrivere la superconduttività. Il lavoro di Serfaty e Sandier ha permesso di “zoomare” matematicamente sulla struttura dei vortici, passando da una visione macroscopica a una microscopia teorica capace di rivelare la geometria nascosta del fenomeno.
La forza del contributo di Serfaty sta nell’aver costruito un ponte tra teoria matematica e osservazioni sperimentali, dimostrando rigorosamente ciò che i fisici avevano osservato nei laboratori. È un esempio perfetto di come la matematica possa chiarire, raffinare e confermare fenomeni fisici complessi.
Tuttavia, la matematica di Silvia Serfaty non si ferma alla fisica. Muovendosi costantemente al confine sottile tra l’analisi e il calcolo delle probabilità, le sue ricerche sui sistemi complessi si stanno rivelando uno strumento prezioso per esplorare un nuovo, immenso territorio: l’Intelligenza Artificiale. Studiare il modo in cui interagiscono migliaia di particelle o di vortici condivide infatti la stessa radice concettuale dello studio delle reti neurali, dove miriadi di connessioni si stringono o si allentano durante il processo di apprendimento. Il Premio Riemann celebra così una scienziata poliedrica, capace di usare il rigore dei numeri per svelare i segreti della materia e, contemporaneamente, gettare lo sguardo verso le tecnologie del futuro.
La premiazione è avvenuta nel Salone Estense del Comune di Varese alle ore 10 del 3 luglio, giornata conclusiva della Riemann Prize Week (29 giugno-3 luglio), una settimana di conferenze, incontri e appuntamenti aperti al pubblico che trasformano la città di Varese in un vero polo internazionale della matematica.
La matematica francese ha espresso grande emozione per il riconoscimento ai microfoni di Radio3 Scienza: “Ricevere il premio Riemann per me è davvero un grandissimo onore, un grande riconoscimento. Sono rimasta molto stupita e commossa nel riceverlo. La conferenza a Varese è davvero un momento eccezionale, il fatto che le persone siano venute appositamente qui per questo mi tocca molto. Io qualche premio l’ho già ricevuto, ma il fatto che stavolta sia organizzato tutto attorno a una settimana di attività e di eventi lo rende in qualche modo un ricordo ancora migliore.”
La Riemann Prize Week, tenuta a Varese, è stata un’occasione di scambio scientifico e umano, con conferenze di matematici di altissimo profilo e momenti di confronto internazionale.
Il Premio Riemann 2025 assegnato a Silvia Serfaty non celebra solo una carriera straordinaria, ma anche un modo di fare matematica che unisce rigore, visione interdisciplinare e capacità di dialogo con la fisica, la tecnologia e la società.
Serfaty incarna perfettamente lo spirito del premio: una matematica che continua a spingere i confini della conoscenza, mantenendo vivo il lascito di Bernhard Riemann e contribuendo a costruire il futuro della disciplina.