Stile libero – Un esame di maturità a punti

«Serietà, rigore, autonomia, merito, responsabilità». Le parole scelte dal ministro Valditara per presentare il suo nuovo esame di maturità non indulgono alla falsa modestia. Quattro materie, già note a gennaio, di cui due necessariamente coincidenti con quelle degli scritti (per risparmio di commissari, ridotti a due interni e due esterni). Slide preparate prima su educazione civica, formazione scuola lavoro eccetera. E per chi ha 6in condotta, «trattazione di un elaborato critico» (immaginiamo scritto da chi o da cosa…).
Questa maturità appare ben più morbida rispetto a quella di noi boomer, che abbiamo fatto l’esame nella versione
considerata allora da rammolliti, ampiamente facilitata a seguito delle agitazioni del ’68, che uscì in veste sperimentale e provvisoria e che difatti è durata trent’anni. C’erano sei commissari, uno solo interno, le quattro materie orali si sapevano a fine maggio e sulle due che ti toccavano (in aggiunta agli scritti) venivi interrogato per un’ora, senza presentazioni già preparate. Ma veniva dopo la terribile maturità gentiliana, con le commissioni tutte esterne composte da professori universitari e presidi, che bocciava quasi metà dei candidati. A noi sembrava mite e bonaria, anche se rispetto all’attuale era decisamente più temibile.
Difficile immaginare che la nuova maturità promuova più del 99,8% degli studenti, che è il dato ormai consolidato degli ultimi anni. Per avere la certezza di essere bocciati, ha deciso il ministro, basterà fare scena muta all’orale, anche se con un ottimo punteggio precedente. Cosa che capiterà solo per attacchi di panico, mentre chi vuole protestare troverà altre formule. Dei 20 punti della prova orale, 5 sono assegnati al grado di «maturazione personale, autonomia e responsabilità».
Urge la distribuzione di “maturometri”, posto che tre membri sui cinque della commissione interagiscono per la prima volta con il candidato nell’oretta a lui dedicata. La griglia prescrive di assegnare fino a un punto per un molto parziale grado di maturazione, fino a 2,50 se è limitato, fino a 3,5 se è apprezzabile, fino a 4,5 se è alto e 5 punti se è elevato: siamo all’apoteosi della vaghezza precisa, mentre mancano totalmente i presupposti per attribuire un voto alla personalità dello studente.
L’impressione è che l’unica vera modifica sia il risparmio di un terzo dei commissari. Su questa strada, però, ci sono ampi spazi di miglioramento: si possono ridurre ancora i commissari e allestire un “matura-bot” che, mentre chiede Foscolo e il futurismo, scandaglia con l’IA i segni di nervosismo o di insicurezza…

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