Gli scienziati lo dicono apertamente: non sanno com’è fatto l’Universo. La materia conosciuta ne compone appena il 5%. Il resto è costituito per il 27% dalla cosiddetta materia oscura e per il 68% dall’energia oscura. Nessuno sa cos’è la materia oscura: potrebbe essere composta da particelle non ancora individuate (come gli assioni) oppure da buchi neri primordiali, ma le ipotesi sono tante. Ancora meno si sa dell’energia oscura, che però contribuisce alla composizione dell’Universo in virtù dell’equivalenza fra materia ed energia (come afferma la celebre equazione di Einstein E = mc al quadro). La materia oscura e l’energia oscura sfuggono alla nostra comprensione. Sappiamo che esistono perché servono a spiegare le osservazioni astronomiche alla luce delle teorie fisiche note. Eppure, nonostante le numerose ricerche con strumenti sofisticati, entrambe non hanno ancora avuto un riscontro sperimentale. Da qui sorge la domanda: che cosa succederebbe se non esistessero proprio? Sono molti i fisici e i cosmologi che se lo chiedono.
La risposta è semplice: in pratica non succederebbe niente. Ma per la teoria sarebbe una rivoluzione. Bisognerebbe ripensare le leggi fisiche, in particolare la teoria della relatività. Questo non vorrebbe dire sconfessare Einstein: come lui aveva generalizzato le equazioni di Newton, così stavolta si tratterebbe di generalizzare le sue. C’è un precedente storico. All’inizio del Novecento si ipotizzava l’esistenza di una sostanza misteriosa – l’etere – per spiegare gli strani comportamenti della velocità della luce Poi Einstein, appunto con la teoria della relatività, ha risolto il problema senza ricorrere all’ipotesi del fantomatico etere. In modo simile, oggi sono nate varie teorie che fanno a meno della materia oscura e dell’energia oscura. Si può supporre per esempio che la gravità, su scale cosmologiche, si comporti in modo diverso rispetto a come fa nel sistema solare di cui abbiamo esperienza diretta. Oppure, come congettura João Magueijo, cosmologo portoghese dell’Imperial College di Londra, la velocità della luce potrebbe essere costante nello spazio – come afferma la relatività – ma variabile nel tempo: nell’universo primordiale potrebbe essere stata molto maggiore. Tutte queste ipotesi però generano ulteriori problemi, finora irrisolti, di fisica teorica. Perciò, la maggior parte degli scienziati continua a credere nella materia oscura e nell’energia oscura. Almeno finché una delle teorie alternative non sarà dimostrata corretta.