Non sempre è immediato risalire alla data certa di determinati fatti storici. Spesso però possiamo aiutarci con i Miyake event, ossia i segni lasciati sulla Terra da rarissimi eventi solari estremi dei quali conosciamo la data. È grazie a loro che è stato possibile ad esempio datare l’insediamento vichingo in America
Trovare la data certa di un evento del lontano passato significa talvolta trovare la piega giusta della storia. Così è stato, per esempio, per la controversa datazione dell’insediamento vichingo sull’isola di Terranova, in Canada, che ora sappiamo completato nel 1021 e presto abbandonato. Ma come è stato possibile arriva re a un risultato così preciso? Lo si è potuto raggiungere, in questo e in altri casi, grazie alla presenza nei reperti lignei fossili del sito di segni provocati da rarissimi eventi solari estremi di data certa, noti oggi come Miyake event.
Eventi rari ma catastrofici
La superficie del Sole è agitata di continuo da fenomeni esplosivi che, nei casi più intensi – detti superflare – diffondono nello spazio interplanetario sciami corpuscolari accelerati, i cosiddetti Sep (Solar energetic particles). Le collisioni dei Sep con gli atomi di ossigeno e azoto dell’atmosfera terrestre producono isotopi radioattivi. Questi radionuclidi sono catturati e conservati in particolari “serbatoi” terrestri caratterizzati da stratificazioni annuali, come gli anelli di crescita nei tronchi degli alberi e i sedimenti nevosi polari. Nelle sequenze dei valori archiviati anno per anno, picchi in un singolo anno o due delle concentrazioni di questi radionuclidi rispetto al rapporto naturale con i loro isotopi fondamentali sono quindi testimonianze datate di violenti fenomeni solari, seppur piuttosto rari (una decina al secolo).
Nel 2012, però, la giovane ricercatrice giapponese Fusa Miyake ha riscontrato in un cedro millenario abbattuto nel 1956 un eccezionale “eccesso” di carbonio 14 nell’anello datato 774, attribuibile a un evento solare catastrofico, simile ai superflare ma con potenza di centinaia di volte superiore. Altri autori hanno poi riscontrato analoghi picchi di insolita entità del C-14 in alberi di vari continenti e di Cloro-36 e Berillio 10 in ghiacciai polari. Oggi se ne contano 9 negli ultimi 15.000 anni, datati 12300 a.C., 7176 a.C., 5410 a.C., 5259 a.C., 1279 a.C., 1052 a.C., 660 a.C., 774 d.C. e 993 d.C. Si tratta di eventi isolati di estrema potenza e rarità (uno o due al millennio), tanto da ipotizzare anche un’origine cosmica, come una supernova, il passaggio ravvicinato di una cometa, un gamma-ray burst. Sono oggi noti come Miyake event ed è questa una delle poche volte in cui il nome di una donna è associato all’oggetto della sua scoperta.
Ma come è possibile utilizzare la data certa dei Miyake event per datare fatti del lontano passato?
Vichinghi in America
Come esempio di datazione di un fatto storico con i Miyake event, consideriamo il caso dell’insediamento dei Vichinghi a l’Anse aux Meadows, sull’isola di Terranova in Canada. Scoperto nel 1960 dall’esploratore norvegese Helge Ingstad, il sito ha tormentato gli storici per due motivi: l’incerta datazione e le ragioni del suo precoce abbandono. Le usuali indagini dendrocronologiche, basate sull’ampiezza e sul contenuto di C-14 negli anelli delle travi di ginepro fossili del le abitazioni, indicavano, in mancanza di sequenze datate di confronto, una finestra temporale di quasi 300 anni: dal 793 al 1066. Vi era però un indizio importante: nell’anello che precedeva di 28 anni l’ultimo anello, quello che segnava gli ultimi abbattimenti degli alberi, vi era un elevato picco del C-14, attribuibile a un fortissimo evento esplosivo solare. Dato il presumibile completamento del sito nel X secolo, era ragionevole ritenere che il picco fosse stato prodotto dallo stesso evento solare che aveva innescato il Miyake event del 993 e quindi che i due anelli fossero coevi. Bastava allora aggiungere 28 a 993 per arrivare a 1021, data dell’ultimo anello delle travi, quello che segnava di fatto il completamento del sito.
Così ora conosciamo l’anno in cui si è conclusa l’avventura dei Vichinghi in America, utile indizio per scoprire perché.
Altre nuove datazioni
La procedura di datazione “ibrida” utilizzata per l’insediamento vichingo in America è applicabile in altri casi purché sussistano due non usuali condizioni: che la data presunta dell’ultimazione del sito sia posteriore ma relativamente prossima alla data di un Miyake event e che il sito conservi strutture lignee fossili o subfossili (resti di fossilizzazione incompleta) nei cui anelli sia possibile quantificare il C-14 (la presenza in tracce del C-14 e il tempo di dimezzamento di soli 5.730 anni pongono un limite teorico di rilevazione a 30.000 anni fa). Questo è stato possibile sinora in altri in sei casi. Il primo riguarda la datazione della devastante eruzione del Mount Paetku, al confine tra Cina e Corea, avvenuta secondo le cronache locali all’inizio del X secolo. Oggi il Mount Paetku è un vulcano spento, con la caldera a 2.700 m di altezza riempita da un lago. Si pensava che l’eruzione fosse stata la causa indiretta del la caduta del Regno Bohai, storicamente avvenuta nel 926. Resti di larici subfossili sotto la cenere del vulcano hanno mostrato che nell’anello precedente di 172 anni l’ultimo anello (quello risalente alla distruzione degli alberi a causa dell’eruzione) vi era un picco del C-14 che si poteva considerare provocato dallo stesso evento che aveva innescato il Miyake event del 774. È bastato allora aggiungere 172 a 774 per stabilire che l’anno dell’eruzione era il 946. Il che, tra l’altro, escludeva la supposta “responsabilità” del vulcano nella caduta del Regno Bohai, avvenuta vent’anni prima.
Incerto era anche l’anno del terribile terremoto che all’inizio del X secolo aveva interessato la costa nord-orientale del continente americano, lungo la linea di faglia del Pacifico. Alla data del 923 si è arrivati con riferimento al Miyake event del 774 e con la quantificazione del C-14 negli anelli di alberi fossili abbattuti dal sisma nei dintorni di Seattle.
In modo simile è stato determinato l’anno in cui è terminata la costruzione del Lake–Fortress, un villaggio dell’VIII secolo su un’isola del Lago Araisi, in Lettonia. Il riferimento al Miyake event del 774 e il picco del C-14 nei resti di abete rosso delle abitazioni hanno permesso di stabilire la fine della costruzione del sito all’835.
Confermata la tradizione che vuole il monastero benedetti no di San Giovanni a Müstair, in Svizzera, edificato attorno al 780 per volere di Carlo Magno. La datazione precisa al 785 è stata stabilita con riferimento al Miyake event del 774 e al picco del C-14 in un anello di vecchie travi di legno.
Por-Bajin è un gigantesco sito archeologico che occupa un’isola del Lago Tere-Khol a 2.300 metri di altezza nella Siberia meridionale, lungo il confine con la Mongolia. Il complesso fortificato, oggi ridotto a una trentina di edifici diroccati, è stato costruito nell’VIII secolo dagli Uyghur Khagante, un popolo nomade di origine turca. Se ne ignorano però sia le funzioni sia i motivi dell’abbandono. La data finale, 777, è stata definita con riferimento al Miyake event del 774 e a un picco del C-14 in resti fossili di travi in legno.
Infine, il caso riportato solo alcuni mesi fa riguarda il sito palafitticolo Dispilio, sulle rive del lago Kastoria, nella Grecia nord-occidentale, risalente al medio Neolitico, attorno al 5600 a.C., e abitato per circa due secoli. Un picco del C-14 in reperti fossili di manufatti in legno di ginepro e il riferimento al Miyake event del 5259 a.C. hanno permesso di datare al 5140 a.C. l’ultimo atto dell’insediamento.
Lavoro per astrofisici e storici
L’estrema violenza e la discussa origine solare o cosmica fanno dei Miyake event un inedito campo di ricerca per l’astrofisica. La loro rarità (nessuno negli ultimi mille anni) non deve farci sottovalutare il fatto che un nuovo imprevedibile evento, innocuo per le società pretecnologiche di ieri, potrebbe essere il “cigno nero” per le società supertecnologiche di oggi. Per gli storici, invece, la speranza è che i Miyake event consentano di sciogliere altre enigmatiche datazioni archeologiche, che limitano la conoscenza di avvenimenti remoti, come per esempio quelli di antiche civiltà della Mesopotamia e dell’Egitto, a causa delle contorte concordanze tra calendari basati su differenti rimandi astronomici e matematici.