A te e famiglia!

Magico è il periodo dell’anno tra il Natale e l’Epifania, in cui il tempo sembra fermarsi. Le scuole chiudono, gli uffici si svuotano e il frigorifero si riempie in proporzione inversa ai propositi di dieta. Giorni sospesi, in cui si vive di avanzi e buone intenzioni. In “ferie”, trascorse in realtà a montare giocattoli o a rispondere a messaggi scrivendo «grazie, a te e famiglia».
Ma questi 12 giorni non sono un’invenzione del calendario aziendale: vengono da lontano. In principio fu il disallineamento. Il Sole, con la sua aria da signore puntuale, impiegava circa 365 giorni per farci il giro intorno (eh sì, allora si credeva che la Terra se ne stesse bella ferma a godersi il creato). La Luna, più capricciosa, faceva 12 giri in poco meno: ogni ciclo durava 29 giorni e mezzo, e 12 di questi cicli fanno 354 giorni. Ecco serviti gli 11 o 12 giorni di differenza tra anno solare e anno lunare. Per gli antichi, che avevano bisogno di sapere quando mietere o festeggiare gli dèi, questa discrepanza era insostenibile. Così nacque l’idea di “accordare” i due calendari, lasciando il periodo tra il 25 dicembre e il 6 gennaio dell’anno solare in una dimensione di sospensione: 12 giorni che c’erano e non c’erano al contempo. Erano magici e tutto poteva capitare.
In molte culture europee si credeva che ogni giorno rappresentasse un mese dell’anno a venire: se il 27 dicembre era piovoso, ci si sarebbe aspettati un febbraio umido; se il 2 gennaio splendeva il sole, agosto sarebbe stato radioso.
Ma soprattutto si pensava fossero i giorni in cui gli esseri umani si trasformavano in animali e viceversa. E che alla porta bussassero gli spiriti dei morti. Mentre vampiri e uomini lupo presidiavano i viventi per sgranocchiarli alla bisogna. Insomma, altro che provviste di Natale: il frigorifero colmo di delizie eravamo noi!
La situazione non cambiò neanche con la cristianizzazione. Con il Natale, Gesù era sì nato, ma non essendoci stata l’Epifania, non era stato ancora battezzato. Era, di conseguenza, una specie di “Cristo non cristiano”, una divinità ferina, che si divertiva a giocare scherzi malevoli e a spaventare la gente: donde i fantasmi, i vampiri, gli uomini lupo e… quasi tutto il bestiario della Marvel.
Il tempo sa essere ironico, però. Quei giorni nati per colmare un vuoto astronomico, oggi sono colmissimi: di luci, regali, suocere, liste di buoni propositi che scadono prima dei panettoni. Abbiamo preso un’intercapedine del cosmo e l’abbiamo trasformata in una maratona di eventi, di pranzi e auguri. E, anche se non guardiamo più la Luna per decidere quando mietere, restiamo nello spirito un po’ contadini: cerchiamo segni, auspici, e ci chiediamo che anno sarà. Magnifico, senz’altro!

 

Con le parole di Francesco Paolo de Ceglia facciamo tantissimi auguri a tutti gli autori, i collaboratori, i lettori, gli amici, i simpatizzanti di Prisma, insomma a tutti coloro che ci sono vicini in questa bella avventura! A prestissimo!

La redazione di Prisma

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