Nella caotica e controversa situazione che si è venuta a creare a seguito della nuova modalità di accesso alla facoltà di medicina – l’ormai famigerato “semestre filtro” – crediamo che un giusto spazio debbano avere anche le riflessioni degli studenti che hanno vissuto in prima persona questa esperienza. Per questo, abbiamo intervistato una studentessa iscritta al semestre filtro, per provare a comprendere alcune ragioni del suo grandissimo malessere, che riflette quello di tanti altri suoi compagni. Alessia è stata sempre una studentessa vivace e molto brava: neanche a dirlo si è diplomata con 100 e lode e ha mille interessi, tra cui la danza e il volontariato in Croce Rossa. Insomma, un medico che tutti noi, in futuro, ci augureremmo di incontrare al bisogno.
Alessia, che ne dici di questo nuovo “esame” per l’ingresso a Medicina?
Innanzitutto, occorre precisare che ciò che è stato spacciato come “esame” altro non era che un test, fatto di domande a risposta multipla e a completamento, esattamente come negli scorsi anni. Per la preparazione a questo test nella stragrande maggioranza dei casi sono state impartite lezioni universitarie del tutto inadeguate Io, e molti altri ragazzi come me, abbiamo smesso di frequentare le lezioni a fine ottobre per partecipare a corsi (a pagamento ovviamente) che ci insegnassero a ragionare con un’ottica “da quiz”. Non è corretto proporre lezioni che non danno la possibilità agli studenti di sviluppare le competenze necessarie alla prova finale.
Il fatto di dover sostenere tre prove contemporaneamente in che modo ha avuto un impatto sul tuo studio?
Credo che, anche se fossero state tre prove asincrone, non sarebbero stato facile prepararle: i syllabus erano molto vasti, ma paradossalmente sono state eliminati tutti i riferimenti alla medicina. Sì, avete capito bene: questo nuovo esame sostituisce il primo semestre del corso di laurea in medicina, ma dai contenuti sono stati tolti tutti i riferimenti all’ambito medico. Il mio professore di fisica, ad esempio, ha dovuto tralasciare una grande fetta di quella che lui chiamava “fisica medica” perché, seppur molto interessante, non rientrava nei tempi previsti dalla riforma. Ci è stato chiesto di studiare in meno di 3 mesi un programma che normalmente viene spalmato in un semestre. Ma non solo: di triplicare questo sforzo per tentare di dare 3 esami di questo livello. Pensare di dover affrontare tutte le prove nello stesso giorno, inoltre, aggiunge anche un carico emotivo non indifferente.
Si potrebbe dire, quindi, che lo studio è diventato più stressante che arricchente in questi mesi?
Decisamente sì, a fine settembre ho pensato che più che una prova di competenze il “semestre” filtro fosse diventato un test di resistenza. Mi è sempre piaciuto studiare e traggo piacere dall’imparare cose nuove ma tentare di interiorizzare così tante nozioni in poco tempo è frustrante. Questo sistema cancella la soddisfazione di aver appreso un nuovo concetto (non c’è tempo di gioire, c’è solo la fretta di passare al capitolo successivo). Questa riforma alimenta un sentimento di angoscia legato al confronto con gli altri. Non ci si può permettere di rimanere indietro: se non si raggiunge il 18 in tutte e tre le materie non solo non si entra a medicina, ma si perde un anno intero perché a febbraio sono chiusi quasi tutti i bandi di iscrizione all’università. Il semestre filtro mette lo studente davanti a una mole di lavoro che mai, durante il liceo, si è pensato di poter proporre ad un ragazzo: illudere i ragazzi di rimuovere il numero chiuso e poi costringerli ad annullarsi per stare 10 ore al giorno sui libri non può essere motivo di vanto.
Che cos’è capitato dopo la prima sessione di test?
I pochi studenti che come me avevano passato tutte e tre le prove si sono trovati davanti ad un bivio angosciante. Non abbiamo avuto alcun tipo di informazione ufficiale su quanti avessero passato il test nelle varie sedi. Per questo motivo, non riuscivamo a valutare quanto fosse sicuro tenersi il voto preso: infatti, ritentare voleva dire rifiutare per sempre la sufficienza già guadagnata! Aggiungo una cosa: per aver preso 26 a fisica (lo sapete che lo ha superato il 10% di ragazzi??) ho già perso l’esonero per merito dell’Università cui voglio iscrivermi, che richiede 27 come votazione minima! Se vi pare giusto…