“Oggi dovrebbe averne una quarantina, di anni, Ettore Majorana e dovrebbe trovarsi negli Stati Uniti” – asserisce tra il serio e il faceto Alfredo Ravelli, uno dei partecipanti alla conferenza pubblica tenutasi in Senato il 22 ottobre scorso sulla cosiddetta “macchina di Majorana”, organizzata dal senatore leghista Gian Marco Centinaio, già ministro delle Politiche agricole. Lo straordinario congegno, mai descritto in realtà dal fisico italiano scomparso nel 1938 ma dall’imprenditore Rolando Pelizza, che raccontò di avere incontrato Majorana in un monastero dell’Italia meridionale, sarebbe capace di – nientemeno! – annichilire la materia, produrre energia infinita, trasmutare la gommapiuma in oro e ringiovanire le persone.
Facile capire allora – seguendo questa logica – come Majorana, nato il 5 agosto del 1906 a Catania, potrebbe aver utilizzato su di sé tale portentoso strumento per avere oggi solo 40 anni!
Tra le ammonizioni del Cicap (il comitato italiano per il controllo delle affermazioni sulle pseudoscienze) e sotto gli sguardi attoniti della comunità scientifica, colpisce come il ritorno del geniale fisico catanese agli onori delle cronache non sia dovuto a un qualche approfondimento sui suoi pionieristici contributi in fisica nucleare o in meccanica quantistica, non a qualche studio sui “ragazzi di Via Panisperna” e nemmeno a qualche ritrovamento che possa far luce sulla sua misteriosa scomparsa che nel marzo del 1938 tanto clamore e ipotesi ha suscitato (basti sfogliare i libri di Recami, Sciascia, Agamben, Roncoroni – di cui potete leggere qui una bella intervista su Majorana – e tanti altri).
Il libro “Majorana-Pelizza. Il segreto svelato” di Ravelli racconta invece ancora una volta – forte di prove a dire dell’autore, ma temiamo solo dell’autore, inattaccabili – di una seconda vita di Majorana che non muore né suicida, né coinvolto in qualche intrigo internazionale ma che scosso da una crisi mistica fa perdere le proprie tracce per rifugiarsi in un monastero del meridione, volendo sfuggire all’orrore della bomba nucleare a cui l’umanità andava incontro.
Colpisce però ancora di più la mancanza di una vera cultura scientifica nella nostra penisola (o forse più semplicemente di un cultura), come si dia spazio in un Paese già fragile sotto molti aspetti, dove spesso ci si fa vanto di non capire niente di matematica, dove molti non arrivano a comprendere grafici e semplici testi, a eventi e tesi pseudoscientifiche, che alimentano i complottismi più folli… Chissà cosa ne penserà Majorana tra qualche anno, quando avrà compiuto 30 anni!
Una risposta
Ma, alla fine, cosa ha dimostrato questa conferenza? Qualcuno ce lo farà sapere? Magari il Senatore Centinaio………