5 informazioni essenziali dal nostro mondo per un amico extraterrestre! Le proposte dei lettori di Prisma

Cari amici di Prisma, vi avevamo gettato un guanto di sfida con la nostra ultima newsletter di midterm e… avete accettato in molti la sfida. Vi avevamo chiesto di far finta di avere un amico su un altro pianeta a cui descrivere in poche parole i tratti essenziali della situazione che state vivendo in Italia: che cosa sta succedendo e vedete dal vostro particolare osservatorio; che cosa immaginate  che si stia preparando. Il gioco proposto quindi consisteva nel leggere i 5 punti con cui noi della redazione abbiamo fotografato le info essenziali da trasmettere all’amico extra-terrestre, quelle maggiormente legate alle nostre sensibilità, e nello scriverci poi i vostri “5 punti”. 

I nostri erano questi:

1. Siamo all’interno di una grande rivoluzione tecnologica, fieri che ad avviarla sia stato un matematico; non so se il nome di Alan Turing ti dice qualcosa. Forse non abbiamo ancora capito la reale portata di questa rivoluzione ma sicuramente si tratta di una svolta, quella dell’intelligenza artificiale, talmente significativa -per la vita di tutti i giorni e addirittura per le nostre categorie mentali- che non abbiamo avuto alcuna esitazione a inserirla in cima alla nostra lista di “essenziali”.

2. Siamo continuamente con “il naso all’insù” perché la grande preoccupazione è quella dei fenomeni climatici estremi e della crisi ambientale che ne sta alle spalle.  Pochi giorni fa, abbiamo “celebrato” l’overshoot day: i calcoli stilati dal Global Footprint Network ci hanno avvertito che abbiamo già consumato le risorse naturali prodotte in un anno e iniziato a intaccare quelle del 2025!

3. In Italia, sta sempre più emergendo il problema della sanità pubblica. In poche parole (per te che sei lontano): farsi curare dal proprio medico di famiglia è sempre più difficile e per entrare in un ospedale le attese sono spesso molto lunghe, di mesi. È mai possibile che chi non ha i soldi per la sanità privata debba di fatto rinunciare a curarsi in modo efficace? Nel nostro numero di maggio -non so se da voi la rivista arriva- Furio Honsell scriveva che lo straordinario patrimonio sociale costituito dal Sistema sanitario nazionale “rischia di essere compromesso, rigettandoci nella peggiore disuguaglianza”. È un’ingiustizia sulla quale torneremo con forza nel numero di giugno.

4. Come matematici, siamo molto preoccupati -per fortuna, non siamo i soli- anche per la situazione in cui versa la scuola. In Italia siamo abituati ad affrontare i problemi quando scatta l’emergenza. E poi a dimenticarcene. È successo anche per la sanità, con il Covid-19. La scuola, per sua natura, non presenta spesso queste emergenze e quindi se ne discute raramente. Al più si parla degli edifici o del voto di condotta, e va bene o quasi, ma non dei contenuti dell’insegnamento. Non è sufficiente insistere (genericamente) sull’inclusività, sull’importanza del ragionamento e del rigore, sul senso estetico ugualmente significativo nel pensiero scientifico, su un’interdisciplinarità sempre più necessaria ecc. . È necessario individuare attraverso quali contenuti si possono meglio raggiungere questi sacrosanti obiettivi.

5. Sempre in Italia, vengono ogni tanto alla luce degli scandali che coinvolgono il mondo politico o comunque la classe dirigente del Paese. Non sappiamo se sono solo la coda residuale di una “Milano da bere” esportata su tutto il territorio nazionale o se rappresentano i segnali di un declino a cui non riusciamo ad opporci. In ogni modo, non se lo meritano i tanti “eroi normali” di questo Paese e quelli meno “normali” come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino che abbiamo ricordato proprio in questi giorni, a 32 anni dalla loro morte.

Ma ecco invece le vostre risposte, davvero interessanti, e che ci confermano ancora una volta le qualità dei lettori di Prisma:

 

Renata ci scrive:

Caro amico, qui da noi c’è brutto tempo … ma io spero ancora che prima o poi si affacci il sole.

  1. Sembra sia andata ormai definitivamente perduta la capacità di relazionarsi con l’altro esprimendo opinioni basate su fatti. Perduta è anche la curiosità che dovrebbe suggerire di informarci e comprendere fatti e dati prima di formulare un pensiero. Tutto ciò contribuisce ad alimentare un circolo vizioso di ignoranza, misinformazione, arroganza, decisioni scellerate, etc. che via via abbassa il livello di ogni aspetto della vita civile. Tendenza pericolosamente pervasiva, è ormai largamente riscontrabile in luoghi ove mai vorremmo vederla svilupparsi rigogliosa, per esempio nella politica o peggio ancora nella gestione della “res publica”.
  2. Al termine di un maggio piovoso, siamo già a contare i primi disastri causati dal cambiamento climatico, sappiamo che probabilmente ne avremo altri nel corso dell’anno (c’è ancora qualcuno che non crede ci sia un nesso tra questi fenomeni e l’essere umano!). Chi non ha perso l’ambizione di cercare di comprendere quanto accade attorno a noi sa che non c’è molto tempo, che non potremo più vivere come abbiamo fatto sino ad ora, che non potremo più permetterci un overshoot day in maggio! Di fronte a questa evidenza, pare incredibile che i politici impegnati nella campagna elettorale europea non abbiamo dedicato quel giorno (sì, proprio l’overshoot day, quale miglior occasione) per esporci le loro migliori e sapienti riflessioni sul futuro del genere umano.
  3. C’è una grande opportunità di radicale cambiamento grazie all’intelligenza artificiale. Ancora infante, sta mostrando risultati strepitosi e sorprendenti. I risultati raggiunti ci disorientano perché non disponiamo ancora di strumenti e categorie per comprendere sino in fondo i modelli che dovremo adottare in un prossimo futuro. Al momento sembra prevalere il dubbio sulla capacità del genere umano di saper gestire al meglio questa nuova potenza elaborativa, intelligenza e creatività. A dire il vero, oltre ai dubbi, mi sembra che si insista eccessivamente in atteggiamenti competitivi e oppositivi … anziché immaginare 1001 modi per vivere meglio con e grazie (perché no) all’AI.
  4. Nel mio paese ci sono tanti “eroi normali” che ogni giorno con il loro lavoro e la loro pazienza si fanno carico di gran parte della spesa nazionale. Sono i lavoratori dipendenti e i pensionati cui viene detratta ogni mese dal loro stipendio una cifra importante, così importante che consente a tutti gli altri cittadini di non pagare le tasse o pagarne meno. Se tutti pagassero le tasse il paese disporrebbe di una valanga di soldi (già quantificati con grande precisione!) che potremmo utilizzare in sanità, scuole, cultura, ambiente, ricerca, etc. Sembra impossibile, vero? Eppure è così, non riusciamo ad esigere quei soldi …
  5. L’incuria e la negligenza con cui il mio paese gestisce le scuole è indice di una grave disaffezione nei confronti dei giovani, della loro piena crescita e sviluppo e dunque più in generale di una disaffezione nei confronti del futuro dell’intero paese. Esagero?

 

Linda, invece, propone questa risposta:

1. Cara amica extra-terrestre, qui una delle sfide del momento è il tentativo di sconfiggere il patriarcato. Non si tratta solo di eliminare il fenomeno terribile dei femminicidi ma di ottenere una reale parità di genere.

2. La situazione della scuola pubblica peggiora sempre di più. Si trascina da lungo tempo un continuo svilimento dell’istituzione e un suo conseguente impoverimento sia materiale – leggi investimenti e stipendi – sia umano -leggi persone che si dedicano all’insegnamento con convinzione e passione. L’istruzione è sempre meno considerata un valore importante da conseguire.
3. La forbice tra i diversi livelli economici nella società si allarga sempre di più.
Avere un lavoro oggi non è una garanzia per non essere poveri e i diritti dei lavoratori sempre più spesso non sono rispettati.
4.Il clima e la crisi ambientale non promettono niente di buono. Non sembra che ci sia la volontà di risolvere questo problema per il futuro ma piuttosto il tentativo di sopravvivere nel presente.
5. L’intelligenza artificiale è uno degli argomenti di cui si parla sempre di più.
Quali saranno i suoi sviluppi e con che velocità si otterranno? Sapremo cogliere e gestire tutte le opportunità che ne deriveranno?
Teresa la vede così:
1. sanità pubblica e pari opportunità di cura in tutto il Paese
2. scuola, “il cosa e il come”: per superare i divari tra le regioni resi noti dalle Prove Nazionali e per offrire dunque un essenziale, a partire dalla matematica
3. scuola e formazione dei cittadini, non solo italiani, non solo europei: quale cittadino del mondo abbiamo in mente per aspirare ad una pace mondiale?
4. cooperazione tra i popoli (tra semplici cittadini, tra ricercatori e studiosi in senso lato), per appianare i conflitti e cercare di vivere senza l’incubo della guerra, per mettere in atto sempre più  pratiche efficaci volte a salvare il Pianeta
5. verso una classe politica più consapevole ed etica: chi passerà il testimone alle nuove generazioni, e come?

Infine, concludiamo con la divertente risposta della I B della secondaria di primo grado “A. Volta” di Robbiate, guidata dalle professoresse Sabina Magni e Sara Vegetti, che ha strutturato la risposta attraverso una serie di rebus!

Li trovate qui, provate a risolverli: FlashcardREBUS- ESSENZIALE
Ma il gioca continua! Scriveteci pure nei commenti altre risposte!

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