Alla ricerca del centro dell’Ue

Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin

Il centro del mondo, il centro della cristianità, il punto centrale come luogo più importante di una determinata regione. Ma qual è il centro della Comunità europea? È forse una delle conseguenze meno considerate, ma dopo la Brexit l’ombelico della Ue è stato spostato: stessa regione, la Baviera, ma non più Westerngrund, che dopo sei anni ha ceduto il titolo a Gadheim, un piccolo paese con meno di 100 abitanti. Uno spostamento di circa 60 chilometri, messo subito in evidenza e festeggiato a dovere in un’area verde del paesino dove la bandiera tedesca e quella della regione sono state affiancate dall’insegna dell’Unione europea. E le poche decine di abitanti del piccolo centro “hanno emozioni contrastanti” riguardo a questa nuova ‘posizione’, stando a Karin Kassler, residente locale. Il sindaco Jurgen Gotz si augura di cedere presto lo scettro “a patto però che questo significhi che un nuovo Stato è entrato a far parte dell’Ue e non, come successo con noi, a causa di un abbandono”. Il proprietario del terreno ha scoperto casualmente che il nuovo ombelico della Ue cadeva proprio nelle sue terre: “È una cosa fantastica, che cercheremo di onorare al meglio. La prima cosa che faremo? Un campo di fiori per gli insetti”. 9 gradi, 54 minuti, 7 secondi di longitudine est e 49 gradi, 50 minuti, 35 secondi di latitudine nord: questa è la ‘posizione’ calcolata dall’istituto geografico francese Ign utilizzando il modello del “centro di gravità” sulla base del territorio dell’Unione a 27. Per arrivare alla scelta di Gadheim, il cammino non solo è stato lungo ma ha preso strade diverse a seconda di quale centro si voleva trovare. Ad esempio, si poteva prendere in considerazione il modo in cui le popolazioni si distribuiscono nei vari Stati oppure la presenza più o meno rilevante di buone vie di comunicazione, insomma si poteva tener conto del peso dei diversi Stati in funzione della loro centralità economica e politica. Ma anche se ci si fosse limitati al centro geografico, la definizione di centro di una porzione della Terra, e quindi anche di centro dell’Europa, non sarebbe stata affatto scontata.

DALLE DIAGONALI ALLA CIRCONFERENZA

Nel 1775 l’astronomo reale polacco S.A. Sobiekrajski pensava al centro dell’Europa come al punto di incontro delle due diagonali del poligono che ha i vertici nei quattro punti estremi del continente. Una bella approssimazione se pensate che, per calcolare il centro, prima aveva dovuto scegliere quale carta geografica usare, vale a dire decidere in qual modo proiettare la superficie quasi ellissoidale della Terra sul piano. Tutti sappiamo che non è possibile costruire una carta geografica che risulti assolutamente fedele. Quando si proietta una superficie curva sul piano, qualche informazione va sicuramente persa: si possono salvare le misure degli angoli ma allora le forme si distorcono; si possono salvare i rapporti fra le aree ma allora le distanze si perdono e così via. L’approssimazione di Sobiekrajski aveva comunque il merito di individuare il centro in Polonia, a Suchowola. In seguito, le modalità per determinare il centro si sono moltiplicate. Nel Settecento, per esempio, si seguiva anche il metodo dei centri di cerchi sempre più piccoli disegnati intorno all’Europa, mentre nel Novecento si comincia a parlare di centro di massa e nel fare la media ponderata dei vertici coinvolti si tiene conto sia della superficie sia della distribuzione della popolazione.

Ma veniamo all’Unione europea e quindi alla ricerca di un centro che ha inevitabilmente anche un significato politico. Alla difficoltà di considerare un territorio molto frastagliato, per esempio, si aggiunge quella dei territori d’oltremare di alcune nazioni: sono da tenere in conto ai fini del calcolo oppure no? Dal 1987 chi ha l’ultima parola su tali questioni è l’Institut géographique national (Ign) francese che aveva deciso che il centro dell’Ue si trovasse nel comune, francese appunto, di Saint-André-le-Coq. Il metodo seguito dall’Ign prende il via dal fatto che tutti noi sappiamo che cos’è il centro di un cerchio: è il punto equidistante da tutti i punti della circonferenza, il suo centro di simmetria. La definizione si estende ai poligoni regolari il cui centro è il centro di simmetria, centro della circonferenza inscritta e di quella circoscritta al poligono, coincidente con il baricentro. Allora l’Ign approssima la forma dell’Europa con tanti cerchietti e per ognuno di questi calcola il centro, ovvero il baricentro; poi determina il baricentro del sistema formato da questo numero finito (grande quanto si vuole) di centri. Dopo la riunificazione della Germania, il centro della Ue ha cominciato a viaggiare e da Saint-André-le-Coq si è spostato 25 km più in là, nel villaggio di Saint-Clément, dove ora sorge un piccolo monumento. Tra il 1995 e il 2004, con le nuove adesioni alla Ue, prima è arrivato a Viroinval, in Belgio, e poi, nel 2004, a Kleinmaischeid, in Germania. Da qui, nel 2007 – quando nella Ue sono entrate Romania e Bulgaria – si è mosso verso Gelnhausen, vicino a Francoforte. Infine, nel 2013, con l’ingresso della Croazia, si è spostato ancora ed è arrivato a Westerngrund, da dove siamo appunto partiti.

I cittadini di Gadheim sanno che prima o poi (Albania e Macedonia hanno appena iniziato il loro cammino), dovranno cedere lo scettro ma, intanto, sono loro il centro dell’Europa!