Le discipline Stem oggi piacciono di più?

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Riportiamo dal sito della Sif (Società italiana di fisica), l’interessante riflessione della presidente Angela Bracco in merito ad un argomento che ci sta molto a cuore, la promozione delle discipline Stem

È ben chiaro a tutti i Paesi quale sia il beneficio economico che deriva dall’incremento dei laureati nella nostra società e quanto sia inoltre importante cercare di incrementare i laureati nei settori nei quali c’è maggiore richiesta, in particolare ora in Italia in collegamento con i progetti del Pnrr.

Il punto di partenza è quello di ricordare al lettore i dati del 2020/21 sulla distribuzione degli immatricolati all’interno delle aree disciplinari. Si è registrata una prevalenza di iscritti dell’area economica, giuridica e sociale (34,0%), seguita dall’area Stem (29,9%), dall’area artistica, letteraria e dell’educazione (19,8%) e infine da quella sanitaria e agro-veterinaria (16,3%). Purtroppo si evidenzia una contrazione delle immatricolazioni, che ha caratterizzato anche i primi anni Duemila e si è arrestata solo negli ultimi anni. Per i prossimi anni secondo i dati Istat ci sarà una lievissima ripresa della popolazione diciannovenne, dovuta in particolare ai flussi di immigrazione, e questo potrebbe avere in futuro effetti positivi sulle immatricolazioni universitarie.

Come fisici siamo certamente interessati all’area Stem, a cui apparteniamo, e per queste discipline è rilevante evidenziare l’andamento delle immatricolazioni, anche in confronto con le altre. Nel rapporto del 2021 è pubblicato il grafico delle immatricolazioni per area disciplinare a partire dall’anno 2003/2004, che è usato come punto di riferimento. L’attenta lettura di quel grafico evidenzia risultati molto interessanti. Rispetto all’a.a. 2003/04 l’area Stem mostra un aumento del 15%. Infatti, il numero di immatricolazioni dell’area Stem, a cui anche la fisica appartiene, dopo un iniziale calo, a partire dal 2014/15 registra un progressivo aumento e in particolare si posiziona a livelli superiori rispetto alle altre aree. L’area sanitaria e agro-veterinaria, dopo l’incremento delle immatricolazioni rilevato nel 2014/15, ha visto un ridimensionamento delle immatricolazioni, fino alla leggera ripresa iniziata nel 2017/18 e che nel 2020/21 la porta ad un +2% rispetto al 2003/04. Sicuramente l’emergenza sanitaria del 2020 ha messo in forte evidenza l’importanza di questo settore, già da tempo ampiamente sotto organico. L’area artistica, letteraria e dell’educazione e soprattutto l’area economica, giuridica e sociale si attestano su livelli meno elevati ma, dal 2014/15, presentano andamenti in miglioramento anche se nel 2020/21 sono ancora al di sotto della quota di immatricolati del 2003/04 (rispettivamente -4% e -15%).

Le donne, che da tempo costituiscono oltre la metà dei laureati in Italia, rappresentano tra quelli del 2019 il 58,7% del totale, e questa quota negli ultimi dieci anni risulta avere una tendenza stabile. È tuttavia da sottolineare la forte differenziazione nella composizione per genere dei vari ambiti disciplinari. Nei corsi di primo livello le donne costituiscono la forte maggioranza nei gruppi insegnamento (93,8%), linguistico (84,2%), psicologico (79,9%) e professioni medico-sanitario (71,0%). Le donne sono invece tuttora una minoranza nei gruppi ingegneria (26,4%), scientifico (26,7%) ed educazione fisica (34,0%) e questa distribuzione è simile anche all’interno dei percorsi magistrali biennali. Nei corsi magistrali a ciclo unico le donne prevalgono nettamente in tutti i gruppi disciplinari: dal 95,4% nel gruppo insegnamento al 54,7% nel gruppo medicina e odontoiatria.

Questi dati ci devono fare riflettere ma anche stimolare a impegnarci per dare il nostro contributo affinché questo trend di crescita delle immatricolazioni Stem continui anche nei prossimi anni per poter far fronte alle necessità di crescita del nostro Paese. In particolare, per questo è importante avere anche gli efficaci contributi delle donne dando loro accesso a ruoli sempre più importanti, visibili e giustamente riconosciuti. È proprio su questi punti che la Commissione Pari Opportunità (CPO) della Sif, presieduta da Sara Pirrone, continuerà a lavorare con crescente impegno.