I numeri proibiti

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Il primo è stato Ippaso di Metaponto. L’ultimo, forse, Matteo Salvini. La storia è piena di episodi legati a segreti nascosti in sequenze di cifre che possono contenere messaggi negativi

Secondo quanto tramandato, il filosofo e matematico Ippaso di Metaponto era, dopo il maestro, il più importante fra tutti i pitagorici. E si racconta anche che sia stato condannato a morte dai suoi stessi compagni. La sua colpa: aveva divulgato un numero. Non era un numero qualunque, era la radice quadrata di 2: i pitagorici avevano scoperto che è irrazionale, che cioè non si può esprimere come frazione di due numeri interi, ma questo minava alla base la loro stessa filosofia e quindi avevano vietato severamente la sua diffusione.
Sono cose che potevano capitare a chi eramembro di una setta esoterica. Ma sono cose che possono capitare anche oggi.
Negli Stati Uniti il Digital Millennium Copyright Act, approvato nel 1998, vieta la produzione e la diffusione di strumenti tecnologici in grado di violare i sistemi che proteggono i diritti d’autore. Per esempio, in teoria è facile duplicare un dvd con un programma al computer. Però i dvd sono protetti con una chiave crittografica, con lo stesso sistema adottato normalmente nelle transazioni bancarie. Anche se molto elaborato, è basato su un procedimento concettualmente semplice: si scelgono due numeri primi grandissimi – numeri di migliaia di cifre – e si moltiplicano fra loro. Il prodotto, un numero ancora più grande, è la cosiddetta “chiave pubblica”, che può essere resa nota perché non è utile per decrittare il sistema di protezione: anche con i computer più potenti servirebbero tempi lunghissimi per risalire ai due numeri di partenza (le “chiavi private”), questi sì utilizzabili per la decrittazione e quindi tenuti segreti. In pratica, dunque, la conoscenza di questi numeri è a tutti gli effetti uno strumento per la violazione dei diritti d’autore: è quindi passibile di arresto come “pirata informatico” non solo chi li divulga ma anche chi semplicemente li possiede sul proprio computer. Ai fini giuridici sono perciò “numeri illegali”.
In altri casi, invece, determinati numeri (molto più piccoli) sono proibiti per come vengono usati. Nel 2020 Marian Kotleba, esponente del partito neonazista slovacco Kotlebovci, è stato condannato a quattro anni e quattro mesi di prigione per aver versato in beneficenza la cifra di 1.488 euro. Ovviamente il crimine non era la donazione in sé ma appunto il numero, molto in voga negli ambienti di estrema destra. Le prime due cifre, 14, fanno riferimento al movimento razzista Fourteen Words, che a sua volta prende il nome da uno slogan appunto di 14 parole coniato dal suprematista americano David Lane: “We must secure the existence of our people and a future for white children”
(“Dobbiamo garantire l’esistenza del nostro popolo e un futuro per i bambini bianchi”). Le ultime due cifre, 88, sono invece da tempo una firma neonazista perché la H è l’ottava lettera dell’alfabeto e HH sono le iniziali di “Heil Hitler”.
È stata forse la prima volta che l’uso di un numero ha comportato una condanna esemplare, ma non la prima che un numero sia stato considerato portatore di un messaggio inaccettabile. In alcune scuole del Colorado gli studenti non possono indossare la maglia numero 18 del popolare giocatore di football Peyton Manning perché può essere ritenuta un omaggio alla “18th Street gang”, famigerata banda criminale di strada. Per motivi analoghi sono proibite anche le maglie con i numeri 13 e 14 (e per sicurezza anche quelle con le cifre invertite: 31, 41 e 81).
Decisamente più sottile la politica cinese che, invece di vietare certi numeri, li ha in un certo senso censurati. Nel 2012, secondo la stampa americana, i motori di ricerca cinesi davano messaggi di errore a chi cercasse i numeri 4, 6 e 89: quelli che compongono la data del 4 giugno 1989, il giorno della cruenta repressione di Piazza Tienanmen.
Nel suo piccolo, anche Matteo Salvini ha applicato una forma simile di censura: come riportato da Wired, nel 2019 nella sua pagina Facebook venivano cancellati automaticamente i commenti che contenevano il numero 49.000.000, la cifra per la quale la Lega era al centro di disavventure giudiziarie.