Stile libero – La débâcle

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Non voglio scrivere sui dati Invalsi usciti nel mese di luglio: ne hanno scritto tutti i giornali con titoli degni di una sciagura aerea. Vorrei scrivere su come si è scritto dei dati Invalsi perché mi pare una sciagura ancora maggiore il modo in cui l’opinione pubblica viene informata sul sistema scolastico, base vitale per il Paese. Nello stesso grande quotidiano nazionale, ho collezionato i seguenti titoli: “Il tonfo della Dad”, “La Caporetto degli apprendimenti”, “Due studenti su cinque non han fatto le medie”, “Il tonfo della matematica”.
Le gravi criticità croniche che i dati Invalsi ci svelano da anni le sappiamo: troppi ragazzi nelle due fasce basse che indicano risultati sotto le aspettative (altre tre fasce coprono i risultati sopra le attese minimali), troppe differenze fra nord e sud, troppa incidenza dei fattori socio-economici sui risultati scolastici.
Quello che è interessante quest’anno è capire come la pandemia abbia inciso sugli apprendimenti: quali differenze ci siano fra i dati del 2018 e 2019 e quelli del 2021 (mancando il 2020 per ovvi motivi). I conticini che ho fatto in fretta dicono che alle elementari siamo circa ai risultati di prima della pandemia, alle medie si è perso circa il 2% in italiano e 3,5% in matematica, alle superiori il 5% sui punteggi precedenti. In inglese i risultati non sono variati.
Però la maggior parte degli articoli si sono limitati a riportare alcuni dei valori assoluti del 2021, senza le variazioni dalle prove precedenti. Oppure hanno indicato quanti punti di media mancano rispetto al 2019, ma senza dire su quanti punti in totale. In alcuni articoli si è enfatizzato il fatto che moltissimi ragazzi stavano sotto la media (difficile immaginare situazioni in cui tutti stiano sopra la media…). In altri, si è deplorato il divario crescente fra Nord e Sud senza osservare che percentualmente alle medie è il Nord aver perso maggiormente e fra le regioni più colpite dal ribasso alle superiori ci sono Veneto e Friuli-Venezia Giulia.
Per me questo tipo di informazione è la débâcle più grave.

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