Il lavoro dei sogni

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Guardiano del faro, collaudatore di materassi, tester per la pizza o per le serie Tv – o anche per entrambi (c’è stata una società che cercava una serie di persone per testare un abbinamento tra i due prodotti). C’è sempre qualcosa di particolare, a metà strada tra il desiderio irrealizzabile e la paura della patacca, nel leggere questo tipo di annunci di lavoro. Oggi, noi ci aggiungiamo alla lista, presentando le storie di ricercatori che, proprio grazie allo studio, passano gran parte della loro vita “in vacanza”. È chiaro che non è così e che il ritmo delle loro giornate viene scansionato dagli impegni di ricerca e dello studio. Però, guardando le fotografie che accompagnano due degli articoli di questo numero, abbiamo la prova che il lavoro dei sogni esiste davvero. E che, grazie all’impegno e alla passione, è possibile farlo… alle Maldive o alla punta estrema del pianeta.

Tutto a posto, quindi? Chiaro che no, come dimostrano le polemiche scoppiate nei giorni scorsi. Da una parte gli imprenditori, che denunciano un gap di competenze e di lavoratori; dall’altra i giovani, che hanno cominciato a rifiutare le condizioni di ingaggio del pre-pandemia. Se è vero, ma è tutto da dimostrare, che molti di loro rifiutano un posto di lavoro preferendo percepire il Reddito di cittadinanza, la domanda da porsi è perché gli imprenditori non offrano condizioni che non annullino il senso di dignità che ognuno di noi lega al lavoro. Scaricare la responsabilità di questa frizione tutta sui giovani non scioglie i nodi fra le esigenze di breve periodo e la necessità di interventi strutturali. Il problema non è solo la ricerca di stagionali, ma coinvolge il mercato del lavoro nella sua complessità.

Un quadro di incertezza sul quale si abbattono anche gli ultimi dati di Eurostat secondo i quali nel nostro Paese i ragazzi tra i 15 e i 24 anni che non lavorano né studiano (i Neet) hanno raggiunto il 20,7%. Nel periodo della pandemia, in Europa nessuno ha fatto peggio di noi. L’azione della politica dovrà da un lato sviluppare opportunità sul territorio a livello educativo e professionale e dall’altro agevolare la creazione di un efficace sistema duale di formazione che rende l’alternanza scuola lavoro un’esperienza concreta ed efficace. L’istruzione continua ad essere lo strumento più importante per l’emancipazione dei giovani, soprattutto se provengono da contesti familiari disagiati. E può mandarti anche alle Maldive…

Oramai è il titolo del testo di questo mese di Comics&Science: una riflessione sul tempo e sulla sua inafferrabilità. Un titolo che scomposto mette uno di fianco all’altro il presente – e quindi il vissuto – e il mai, quello che non potrà accadere. L’autore delle strisce è Andrea Paggiaro, meglio conosciuto come Tuono Pettinato. Oramai è probabilmente il suo ultimo lavoro. Tuono Pettinato ha perso la sua battaglia contro il tempo, materializzatosi in un male inarrestabile. Alla sua famiglia, ai suoi amici e ai colleghi di Comics&Science va il nostro abbraccio.

Prisma ad agosto si ferma. Ci rivediamo a settembre. Buone vacanze e, soprattutto, buona lettura!

Vincenzo Mulè | Direttore responsabile