Libri – Ian Stewart, “I dadi giocano a Dio? La matematica dell’incertezza”

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Ian Stewart ci conduce mano nella mano attraverso le sei “ere di incertezza” che l’evoluzione dei concetti e delle applicazioni di probabilità e statistica hanno vissuto, portandoci gradualmente alla consapevolezza che una maggiore conoscenza e uno studio più accurato dei fenomeni ci rivelano che il mondo è governato dalla probabilità

Un libro dal titolo curioso, apparentemente enigmatico, quello scritto dal matematico inglese Ian Stewart, studioso di sistemi dinamici con comportamento caotico e considerato uno dei più brillanti divulgatori al mondo, autore di veri e propri bestseller che da oltre vent’anni conquistano i lettori. Un titolo che rimanda esplicitamente a quello del suo primo libro divulgativo: Dio gioca a dadi?, scritto nel 1993 per raccontare a un vasto pubblico la teoria del caos. Allora il riferimento era però più esplicito, in quanto alludeva alla famosa frase “Dio non gioca a dadi” con cui Einstein espresse le sue perplessità riguardo alla fisica quantistica, della quale non condivideva le interpretazioni in termini probabilistici pur essendone uno dei fondatori. E la probabilità è proprio la protagonista di questo nuovo testo di Stewart: una teoria matematica nata nell’ambito del gioco d’azzardo e utilizzata inizialmente in ambito scientifico per trattare gli errori casuali sempre presenti nelle operazioni di misurazione, ma che gradualmente è diventata essenziale nello studio della termodinamica (è la probabilità che permette di interpretare il secondo principio in termini di entropia) e delle scienze sociali, dall’economia alle discipline mediche, fino alle decisioni nei tribunali. Percorrendo le sei “ere di incertezza” nelle quali l’autore suddivide l’evoluzione dei concetti e delle applicazioni di probabilità e statistica, ci si rende conto che mentre all’inizio il ricorso al concetto di probabilità è legato a carenza di informazione, ovvero alla sensazione che uno studio più approfondito e maggiori capacità di calcolo potrebbero restringere l’uso della probabilità, nel corso del Novecento ci si rende conto che una maggiore conoscenza e uno studio più accurato dei fenomeni ci rivelano che il mondo è intrinsecamente probabilistico, cioè governato dalla probabilità. Ecco allora spiegato il titolo!

Sono bayesiani, cioè descritti dal teorema di Bayes, i metodi e la logica con cui l’homo sapiens, attraverso l’evoluzione, ha imparato ad acquisire nuova conoscenza, a formare le proprie opinioni, a prendere decisioni. Ed è intrinsecamente probabilistico il modo in cui si comportano le particelle elementari della fisica, di cui è fatta la materia. E se un po’ di determinismo può essere recuperato, questo potrebbe avvenire collegando la meccanica quantistica con la teoria del caos, una congettura che Stewart propone come possibile campo di ricerca futuro. Non si può fare a meno di notare che in un libro scritto negli ultimi mesi del 2019 (l’edizione italiana è invece uscita nel giugno 2020) si parla estesamente di probabilità nello studio delle epidemie e si descrive come la statistica sia indispensabile per testare l’affidabilità e la sicurezza dei farmaci, tra cui i vaccini.

Lo stile espositivo del matematico inglese riesce a mantenere un livello decisamente alto, un linguaggio comunque rigoroso, anche nella divulgazione. Stewart è un autore che non fa troppi sconti: seguendo Einstein possiamo dire che riesce a “raccontare le cose nella maniera più semplice possibile, ma non più semplice”, perché ogni argomento, ogni concetto ha un suo livello di semplicità (o di complessità) al di sotto del quale non si può scendere se vogliamo realmente trasmetterne il nucleo significativo. Un principio espresso anche dallo scrittore Dino Buzzati in una lettera inviata nel 1956 al poeta-ingegnere Leonardo Sinisgalli, direttore della rivista Civiltà delle macchine: “La regola normale della divulgazione è che lo scienziato scenda. Qui è il lettore che si innalza”. Senza dimenticare, comunque, l’importanza della narrazione, ovvero lo storytelling, di cui Stewart è maestro, che possiamo apprezzare nella sempre incisiva traduzione di Daniele A. Gewurz.

 

 

Ian Stewart

I dadi giocano a Dio? La matematica dell’incertezza

Traduzione di Daniele A. Gewurz

Einaudi (2020)

pp. 320, 29 €