Quale futuro per gli Its?

Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin

Avevamo nei mesi scorsi accolto in modo molto positivo su Prisma (sul numero estivo, il 21, nell’articolo a firma di Simonetta Di Sieno), come ottimo auspicio per il futuro, lo stanziamento di 33 milioni a favore degli Its, gli istituti tecnici superiori, da parte del ministro Azzolina, e invece purtroppo giungono notizie preoccupanti.

Infatti, dopo che già dal 2013 non esiste più in Italia una direzione generale per la formazione e l’istruzione tecnica, cancellata dalla spending review dell’allora ministro Maria Chiara Carrozza, ora con il nuovo regolamento che riorganizza il ministero dell’Istruzione, in corso di attuazione, la scuola-lavoro e l’istruzione tecnica, Its inclusi, rischiano di subire un nuovo pesante ridimensionamento.

Il dicastero oggi guidato da Lucia Azzolina dovrebbe infatti articolarsi in due dipartimenti, uno dedicato all’Istruzione e formazione e uno alle Risorse umane, finanziarie e strumentali. All’interno di questi, la Direzione per gli ordinamenti, dove ora sono presenti due presìdi, già sottodimensionati, che si dedicano a Its, istituti tecnici e scuola-lavoro, subirà una ulteriore contrazione.

Un altro duro colpo pertanto all’istruzione superiore non universitaria.

Istituiti nel 1998, gli Istituti tecnici superiori hanno iniziato a funzionare effettivamente solo nel 2013 e oggi sono 104, con una forte prevalenza al Nord (dove ce ne sono 49, di cui 20 in Lombardia). Sono frequentati da 16mila studenti e costituiscono un percorso privilegiato di accesso al mondo del lavoro (sono fortemente legati alle caratteristiche socio‐economiche del territorio).

In tempi in cui il rapporto tra scuola e mondo del lavoro risulta non semplice e lo scollamento comporta la difficoltà di reperire alcune determinate posizione qualificate da inserire immediatamente in azienda (e in tempi in cui la disoccupazione giovanile su scala nazionale è superiore al 30%, con punte di molto superiori nel Sud Italia), davvero non ce lo possiamo permettere.