Il matrimonio tra matematica e fisica

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La fisica, per poter essere capita, ha bisogno dei calcoli; la matematica ha bisogno di rimanere aggrappata alla fisica (e alle altre scienze) se non vogliamo ridurre la sua presentazione a un semplice schema formale.

Ben trovati!

La scorsa settimana il Sole-24ore ha pubblicato un articolo sull’insegnamento di matematica e fisica nei Licei. L’autore è il chimico Vincenzo Barone, già direttore della Normale di Pisa, dimessosi dall’incarico lo scorso gennaio poco prima che una mozione del Senato accademico lo sfiduciasse all’unanimità.

L’articolo sostiene che quello tra matematica e fisica – un insegnamento spesso affidato a un unico docente nei licei e riproposto nella sua unitarietà dall’ultimo esame di maturità – è un matrimonio sbagliato la cui colpa è del filosofo Giovanni Gentile che, nella sua riforma del 1923, introdusse i cosiddetti “abbinamenti“.

La questione ha una storia ormai centenaria, ma l’attualità può ben indurre un illustre professore universitario a dare il suo parere. Peccato che il tono dell’articolo appaia assai altezzoso e supponente e… forse non ce n’era bisogno. I problemi assegnati alla maturità sono liquidati con un solo aggettivo: ottocenteschi. Quello italiano etichettato come un diffuso dilettantismo intellettuale autore, in italica solitudine, della confusione costante tra le due discipline (matematica e fisica). E via così.

Peccato che l’articolo non spieghi che cosa significa il fatto che oggi la fisica sia, alla luce degli sviluppi della cosiddetta fisica moderna, una scienza sperimentale. Peccato che non colga lo sforzo che si sta facendo in questi anni nel presentare ai ragazzi l’unitarietà della cultura scientifica e i ponti che collegano le diverse discipline (senza necessariamente farle sposare…). La fisica, per poter essere capita, ha bisogno dei calcoli; la matematica ha bisogno di rimanere aggrappata alla fisica (e alle altre scienze) se non vogliamo ridurre la sua presentazione a un semplice schema formale. È questo sforzo che ha prodotto l’aumento delle immatricolazioni nei corsi di laurea scientifici, non la sola apertura alla fisica moderna nell’insegnamento dell’ultimo anno dei Licei, come sostiene Barone.

È un’apertura che mette in difficoltà non pochi docenti, laureati in matematica. Sono queste ultime, però, persone “serie”, che stanno correndo ai ripari. Almeno, io interpreto così il successo incontrato dal corso Mathup dedicato alla fisica del Novecento (e riproposto quest’anno con una nuova parte sulla meccanica quantistica). Il successo non è “certificato“ solo dal numero di iscrizioni ma soprattutto dalla passione e dall’impegno con cui si sviluppa il dialogo con docente e tutor. Dilettantismo intellettuale, per dirla con Barone?

C’è molto da fare in Italia, certo, ma questo è un piccolo segnale positivo. Volevo che lo registrassimo anche noi di Prisma prima di andare avanti con la nostra matematica che parla con le scienze…

Simonetta Di Sieno