L’8 maggio 2026, al Centro Congressi Papa Giovanni XXIII di Bergamo, si è svolto il VII Convegno “Scuole per la Scienza – La letteratura scientifica: alla ricerca del vero”, evento conclusivo di un progetto annuale che ha coinvolto centinaia di studentesse e studenti in un percorso di ricerca, analisi e divulgazione scientifica. La mattinata, intensa e partecipata, ha riunito sei istituti superiori bergamaschi: “F. Lussana” e “G. Natta” di Bergamo, “B. Ambiveri” di Presezzo, “G. Galilei” di Caravaggio, “G. Marconi” di Dalmine e “Zenale e Butinone” di Treviglio in un dialogo corale tra scienza, letteratura e comunicazione.
Promosso dall’Ufficio Scolastico Territoriale di Bergamo in collaborazione con l’Associazione Paolo Belli OdV, il progetto nasce con l’obiettivo di diffondere una cultura scientifica solida e consapevole, capace di formare cittadini critici e informati. In questa prospettiva, Scuole per la Scienza trasforma la ricerca scolastica in un vero esercizio di cittadinanza scientifica: gli studenti non si limitano a studiare la scienza, ma la interpretano, la raccontano, la mettono in scena, la collegano alla storia, alla filosofia e ai linguaggi digitali. La letteratura scientifica diventa così un ponte tra passato e presente, tra scuola e società, tra conoscenza e responsabilità pubblica.
Il convegno ha rappresentato il momento conclusivo di questo percorso: un’occasione per dare voce agli studenti e valorizzare la loro capacità di leggere il sapere e restituirlo in forme nuove. La giornata si è aperta alle 8.30 con i saluti istituzionali, per poi proseguire con gli interventi delle scuole e dei relatori ospiti, coordinati dal ricercatore Martino Introna, responsabile scientifico del progetto, e presentati da Max Pavan (Bergamo TV) e Ilenia Fontana (UST Bergamo).
Il primo istituto a intervenire è stato il Liceo “Natta”, con “La scintilla del web: come la divulgazione scientifica diventa arte e condivisione”. Il progetto, attraversato da riferimenti a Huxley, Rousseau e Feyerabend, mette in luce come la scienza non sia mai completamente neutra, ma un’impresa umana segnata da valori, interessi economici e scelte politiche. Attraverso un sito web interamente realizzato dagli studenti (Esempi di divulgazione | Scuolexscienza), il “Natta” mostra come la conoscenza possa essere raccontata in modi diversi e accessibili:
- con PostcarData, trasformando dati personali in cartoline illustrate ispirate al data humanism di Lupi e Posavec;
- con uno spettacolo teatrale tratto dal romanzo “L’incredibile cena dei fisici quantistici” di Gabriella Greison, che umanizza i protagonisti della fisica quantistica e trasforma la storia della scienza in un racconto vivo e vicino al pubblico;
- con un percorso dedicato a Oliver Sacks, che unisce rigore clinico ed emozione narrativa;
- con la divulgazione social e artistica, che utilizza video brevi e immagini potenti, come nel lavoro Space Junk di Federica Fragapane.
L’Istituto “Marconi” ha presentato “Dona un soffio di vita”, un software per un totem interattivo dedicato alla sensibilizzazione sulla donazione di organi e tessuti, progetto premiato con il primo posto al convegno regionale di Palazzo Lombardia (aprile 2026).
A seguire, il ricercatore Martino Introna ha tenuto un intervento appassionato dal titolo “Divulgare la scienza è il principale dovere di uno scienziato” sul ruolo della divulgazione nella pratica scientifica. Divulgare per Introna è un dovere, perché la scienza avanza grazie alla curiosità, alla collaborazione e alla condivisione del sapere. È anche così che malattie un tempo incurabili hanno trovato terapie efficaci.
Gli studenti del Liceo “Lussana” hanno poi presentato un lavoro dedicato a Niels Bohr dal titolo “Bohr: la divulgazione come prodotto di un’epoca” che ha mostrato come la divulgazione scientifica sia sempre figlia del proprio tempo. La loro presentazione ha intrecciato storia, filosofia, letteratura e fisica, offrendo un racconto ricco e coinvolgente.
Gli interventi dei ragazzi sono stati poi intervallati dalle relazioni di due ospiti. La prof.ssa Simonetta Di Sieno, responsabile di Mateinitaly, nel suo contributo dal titolo “Fare matematica insieme: il ruolo della scuola e della comunicazione scientifica” ha sottolineato l’importanza di costruire una comunità educativa capace di fare matematica in modo condiviso. Una comunità guidata da docenti competenti, aperta al confronto e orientata a una scienza accessibile a tutti, così da stimolare e accrescere lo spirito critico di ciascuno. Ha inoltre presentato il mensile PRISMA, che si propone di offrire strumenti per una comunicazione matematica rigorosa, chiara e inclusiva.
Il prof. Angelo Guerraggio, direttore di PRISMA, ha affrontato una domanda cruciale nel suo intervento dal titolo “Ma si riesce a parlare di matematica? (oltre a fare esercizi)”. La matematica, spesso percepita come disciplina arida, è in realtà profondamente intrecciata con la società. La divulgazione matematica ha il compito di raccontare storia, ricerca, protagonisti e impatti sociali in modo comprensibile anche ai non specialisti.
L’Istituto “Galilei” ha poi presentato un racconto biografico dal titolo “Katalin Karikó: una storia di scienza, perseveranza e comunicazione”, che ha raccontato la storia di una figura chiave nello sviluppo dei vaccini a mRNA, mostrando come la scienza sia fatta di perseveranza, intuizione e capacità di comunicare il proprio lavoro.
Infine l’Istituto “Ambiveri” ha portato sul palco Ciak! In scena la scienza, un lavoro che mostra come la divulgazione possa avvalersi anche di linguaggi espressivi e creativi, dal teatro al cinema, alla narrazione corporea, per rendere i contenuti scientifici più vicini e coinvolgenti.
La mattinata si è conclusa con la consegna della Borsa di Studio “Elena Piazzini” e con i saluti finali di Ilenia Fontana (UST Bergamo) e Silvano Manzoni (Associazione Paolo Belli OdV).
Il VII Convegno Scuole per la Scienza conferma una direzione precisa: la scuola non è solo il luogo in cui si apprende la scienza, ma quello in cui la scienza prende voce. In un’epoca in cui la qualità dell’informazione è cruciale, formare giovani capaci di raccontare il vero con rigore, creatività e responsabilità è un investimento culturale di enorme valore. L’esperienza ha permesso agli studenti di collegare il lavoro svolto in classe con un contesto reale e condiviso, dando loro un ruolo attivo e consapevole.
Un’occasione di crescita non solo disciplinare, ma anche personale, che conferma il valore di una scuola capace di dialogare con il territorio, con il mondo della ricerca e con le nuove generazioni.