Il progetto Itiner-e ha mappato ad alta risoluzione quasi 300.000 chilometri dell’antica rete viaria, realizzando una grande Google Maps del mondo classico: siete pronti a esplorarla?
Qual era l’itinerario per andare da Roma a Mileto, in Asia Minore, nel 200 d.C.? Quanto tempo ci voleva a piedi? E a cavallo? Rispondere a queste curiosità, forse non urgenti ma sicuramente divertenti, è possibile grazie a Itiner-e, la mappa digitale ad alta risoluzione della rete stradale dell’Impero romano, realizzata da un team internazionale di ricercatori guidati dall’archeologo danese Tom Burghmans.
Grazie a questa sorta di Google Maps dell’antichità, è possibile conoscere il percorso più veloce e i tempi di percorrenza, ovviamente con i mezzi di trasporto dell’epoca. Così basta un clic per sapere che Mileto distava da Roma 747 ore a piedi e quasi la metà a cavallo. L’applicazione (a cui si può accedere liberamente collegandosi al sito itiner-e.org) è stata creata grazie a fonti archeologiche e storiche, immagini satellitari, fotografie aeree e rilevamenti da droni.
Itiner-e copre l’intero Impero romano in uno dei periodi di massima estensione, intorno al 150 d.C., e include anche i percorsi esistenti prima dell’avvento dei Romani e poi integrati nel loro sistema viario. Nelle fonti citate sul sito alcuni di questi percorsi compaiono effettivamente, mentre altri non sono realmente tracciati ma congetturati in base a ricostruzioni storiche parziali.
La mappa digitale descrive ben 299.171,31 chilometri di strade su un’area di circa 4.000.000 di chilometri quadrati, quasi il doppio della lunghezza di quelle che compaiono nelle mappe precedenti. L’archivio comprende 14.769 tratti stradali, collegati in una rete viaria che si estende a nord fino al confine tra Inghilterra e Scozia, a ovest lungo la costa atlantica europea, a sud fino alle coste settentrionali dell’Africa e al lago Nasser nell’Egitto meridionale, a est fino a Samosata, antica città situata nella parte sud-orientale della Turchia sulle rive del fiume Eufrate.
La rete di trasporto terrestre romana era costituita dalle cosiddette strade principali, le più documentate, che coprivano 103.477,9 chilometri e attraversavano ampi territori dell’Impero. Oltre a queste, vi erano 195.693,3 chilometri di strade secondarie, importanti per gli spostamenti e i trasporti locali.
Nella mappa di Itiner-e soltanto il 2,737% delle strade sono state tracciate in modo certo, perché documentate nelle fonti disponibili, e sono state digitalizzate con grande accuratezza, ad esempio con un margine di errore di 50 metri in un territorio montuoso. La maggior parte delle altre strade sono invece congetturate, cioè tracciate con una accuratezza inferiore a causa della poca attendibilità delle fonti, mentre alcune sono soltanto ipotetiche, cioè presenti nelle fonti ma non tracciate o esistenti in passato e prive di riferimenti sufficienti.
Nel corso dei secoli, lo studio del sistema stradale dell’Impero romano ha appassionato geografi, archeologi e storici. Esiste una grande quantità di informazioni proveniente da scavi archeologici e da altre fonti storiche, come ad esempio la Tabula Peutingeriana. Questa mappa prende il nome dal cancelliere di Augusta, Konrad Peutinger, che la ricevette in dono nel XVI secolo. Dopo la sua morte, venne ritrovata e inviata al cartografo Abraham Ortelius, che decise di pubblicarla nel 1598. Nel 1700, la mappa finì nella collezione privata del re austriaco Carlo VI. Da allora è custodita nella Biblioteca Nazionale di Vienna e per questo prende anche il nome di Codex Vindobonensis, dato che il termine latino per Vienna è Vindobona.
La Tabula è divisa in 11 fogli staccati, forse originariamente cuciti insieme, e rappresenta tutti i territori conosciuti all’epoca dell’Impero romano, dallo stretto di Gibilterra fino all’Asia. Disegnata su un rotolo di pergamena lungo 6,74 metri e largo 34 centimetri, questa mappa utilizza diversi colori per fornire informazioni non solo sul sistema stradale conosciuto, ma anche sulle città dell’Impero e i centri di ristoro per i pellegrini. Itiner-e ha convogliato in un’unica applicazione digitale tutte le informazioni presenti nella Tabula, così come quelle di numerose altre fonti storiche, realizzando un prodotto all’avanguardia nell’ambito della ricerca sulla cartografia digitale.
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