Grande Italia alle European Girls’ Mathematical Olympiad

Dal 9 al 15 aprile si è svolta a Bordeaux la European Girls’ Mathematical Olympiad (EGMO), da cui l’Italia torna con un risultato che pesa: un oro, due argenti e un bronzo, per un totale di 77 punti, e un prestigioso quarto posto tra le squadre europee.

La competizione appena conclusa è stata la più partecipata di sempre: 67 squadre e 260 concorrenti (erano 19 Paesi nel 2012!), a testimonianza della crescita dell’importanza della manifestazione a livello culturale – come sottolineato dalle parole del professor Marco Andreatta, presidente dell’Unione Matematica Italiana. “Il successo delle ragazze italiane alle Olimpiadi europee di matematica non è soltanto motivo di orgoglio per il nostro Paese, ma un segnale forte del cambiamento culturale in atto. È fondamentale non limitarsi a celebrare le eccezioni, ma lavorare per normalizzare la presenza femminile nella matematica. La vera parità non sta nel contare le medaglie, ma nel costruire un contesto dove ogni talento, indipendentemente dal genere, possa riconoscersi nella bellezza e nella sfida della scienza”.

E il cambiamento culturale si vede davvero: non solo nel numero crescente di ragazze che scelgono la matematica, ma anche nella loro capacità sempre maggiore di affrontare le sfide senza temere l’errore.

Ma cos’è la European Girls’ Mathematical Olympiad? La EGMO è una competizione internazionale rivolta alle studentesse delle scuole superiori, modellata sulla struttura dell’International Mathematical Olympiad (IMO). Si articola in due giornate consecutive: in ciascuna sessione, della durata di 4 ore e 30 minuti, le partecipanti affrontano tre problemi, per un totale di sei.

I quesiti spaziano tra geometria, teoria dei numeri, combinatoria e algebra, e sono pensati per valutare non solo la preparazione tecnica, ma soprattutto la creatività e la profondità di ragionamento. Ogni problema assegna fino a 7 punti, per un massimo complessivo di 42. Le medaglie — oro, argento e bronzo — vengono attribuite in base alla distribuzione dei punteggi.

Nella classifica assoluta l’Italia si è classificata all’ottavo posto, mentre tra le squadre ufficiali europee ha ottenuto un prestigioso quarto posto, alle spalle di Romania, Turchia e Germania.

A guidare la delegazione italiana è stata Anna Kazhamiakina (Liceo “G. Galilei” di Trento), oro con 26 punti e secondo posto europeo ex aequo. Accanto a lei, due argenti: Miriam Pividori (ISIS “A. Malignani” di Udine) 19 punti, che ha firmato una delle sole quattro soluzioni complete al problema 6, unica europea a riuscirci, e Alice Gemma (Liceo “C. De Giorgi” di Lecce) 18 punti, al suo esordio internazionale. A completare la squadra femminile italiana, Barbara Catino (Liceo “A. Volta” di Milano), bronzo con 14 punti e terza medaglia in tre partecipazioni alle EGMO.

L’edizione 2026 è stata più dura del previsto: la media generale è scesa sotto i due problemi risolti e in questo contesto spicca la performance della Cina, che ha occupato le prime quattro posizioni individuali, con l’unico punteggio pieno ottenuto da Huaijin Lou.

La squadra italiana è stata selezionata e preparata dalla Commissione Olimpiadi dell’Unione Matematica Italiana (UMI) su mandato del Ministero dell’Istruzione e del Merito, che da anni investe in un percorso strutturato di formazione, stage e collaborazioni internazionali.

L’Italia chiude l’EGMO 2026 con un medagliere importante e una consapevolezza: quando il talento incontra un ecosistema formativo solido, la matematica diventa uno spazio più aperto, più equo, più rappresentativo.

Un passo avanti per la squadra, per l’UMI e per tutte le ragazze che immaginano un futuro nella scienza e che smentiscono chi ancora sostiene che la matematica non sia adatta alle donne (e davvero non si capisce a che titolo, visti i grandi successi femminili degli ultimi anni da Hannah Mira Cairo a Cristiana De Filippis, Maria Colombo… giusto per citarne alcuni).

Solo un secolo fa, Emmy Noether doveva chiedere il permesso per assistere alle lezioni e difendere la propria presenza in un mondo che non la voleva. Oggi, le studentesse italiane salgono sul podio europeo, e lo fanno con la naturalezza di chi sa di avere pieno diritto di essere lì.

La strada che separa Erlangen 1900 da Bordeaux 2026 non è solo una linea temporale: è la misura di un progresso culturale che passa attraverso generazioni di studiose, docenti, ricercatrici e istituzioni come l’UMI, che hanno scelto di investire nel talento senza pregiudizi.

Se Noether ha aperto la porta, queste ragazze la stanno attraversando con decisione, mostrando che la matematica non è più un territorio da conquistare, ma uno spazio da abitare. E ogni loro risultato, una medaglia, una soluzione brillante, un problema affrontato senza paura, è un tassello di un cambiamento che oggi possiamo finalmente vedere, misurare e raccontare. Un cambiamento che non riguarda solo la matematica, ma l’idea stessa di chi può farla.

 

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