Nel film La vita futura, diretto nel 1936 da William Cameron Menzies, si vedono bombardamenti aerei sulle città inglesi. Un’idea ritenuta all’epoca inverosimile che però si è concretizzata appena quattro anni dopo ad opera della Luftwaffe. Per ciò il film è stato definito profetico e da qualcuno addirittura jettatorio. Nel dopoguerra, il cinema catastrofista ha attinto ampiamente all’incubo atomico, soprattutto nei periodi della guerra fredda in cui il rischio di un conflitto nucleare globale sembrava più vicino. Per fortuna, il cosiddetto “equilibrio del terrore” ha scongiurato l’eventualità della catastrofe mondiale.
Oggi, i venti di guerra soffiano sull’Europa e molti tornano a chiedersi che cosa accadrebbe nel peggiore dei casi. Per rimanere allo scenario inglese, cosa succederebbe se una bomba atomica esplodesse nel centro di Londra? La risposta dipende da tante variabili, fra cui la quota altimetrica della detonazione e soprattutto il tipo di ordigno.
La bomba atomica più piccola, costruita negli Stati Uniti negli anni Sessanta e chiamata Davy Crockett, era progettata per essere lanciata da un cannone e aveva una potenza esplosiva di appena 0,02 chilotoni. Secondo il software nukemap, uno degli appositi simulatori informatici, se fosse sganciata sul palazzo di Westminster causerebbe circa 900 morti e un migliaio di feriti, e le radiazioni non arriverebbero neanche a Downing Street, sede del Primo Ministro britannico. Il discorso sarebbe ben diverso con una bomba più potente. Little Boy, quella di Hiroshima, aveva una potenza di 15 chilotoni (750 volte Davy Crockett). Il totale delle vittime a Londra salirebbe a oltre 30.000 morti e oltre 100.000 feriti. Il fallout radioattivo, se il vento soffiasse per esempio da sud-ovest, raggiungerebbe Ipswich, a 100 chilometri di distanza. Nel 1961 l’Unione Sovietica ha sperimentato la bomba Zar, l’arma più potente mai costruita dall’uomo. L’esemplare usato per il test era da 50 megatoni (cioè 50.000 chilotoni), pari a oltre 3.000 volte la bomba di Hiroshima, ma il modello standard era da 100 megatoni, cioè il doppio: se esplodesse su Westminster, vaporizzerebbe all’istante qualunque cosa nel raggio di 8 chilometri e ucciderebbe all’istante chiunque fino a Wimbledon e Greenwich. In totale causerebbe 6 milioni di morti e 3 milioni di feriti e il fallout radioattivo raggiungerebbe la Norvegia e la Svezia. Le testate nucleari nel mondo sono oltre 15.000. Speriamo che l’equilibrio del terrore induca anche oggi i leader mondiali alla ragione…