Le Olimpiadi invernali sono fatte di storie, emozioni, imprese. Ma sono fatte anche e soprattutto di numeri, che raccontano velocità, forza fisica, età, medaglie, record, ma anche guerre, rinascite, innovazioni tecnologiche e trasformazioni sociali. Dalla prima edizione del 1924 fino a Milano‑Cortina 2026, i Giochi su neve e ghiaccio hanno attraversato un secolo di storia, cambiando forma, dimensioni e significato.
Per capire davvero cosa rappresenti l’edizione del 2026 vale la pena partire dall’inizio: Chamonix 1924, la “Settimana internazionale degli sport invernali”, riconosciuta retroattivamente dal CIO come la prima Olimpiade invernale nel 1926.
I numeri della storia: un secolo di Olimpiadi invernali
1924: si svolge a Chamonix dal 25 gennaio al 4 febbraio quella che viene considerata la prima edizione dei giochi olimpici invernali.
- 258: numero atleti partecipanti
- 16: numero nazioni partecipanti
- 16: numero di gare
- 6: numero discipline.
1940 e 1944: anni delle edizioni cancellate
La Seconda guerra mondiale fermò completamente il movimento olimpico: due edizioni annullate, impianti danneggiati, atleti dispersi, calendari stravolti.
1956: È la prima Olimpiade invernale con una copertura TV ampia e moderna:
- 50: numero ore di trasmissione
- 11: numero di telecamere utilizzate
1964: Innsbruck e la tecnologia
- neve trasportata con camion
- piste refrigerate
- cronometraggio al centesimo: è l’inizio dell’era tecnologica degli sport invernali.
1968: Prima trasmissione a colori. L’Italia arrivò al quarto posto nel medagliere.
1994: le Olimpiadi si disputano a Lillehammer e da allora i Giochi Invernali vengono organizzati in anni diversi rispetto a quelli estivi
2006–2022: il numero di gare cresce da 84 a 109, mantenendo 15 discipline.
Il medagliere storico
- Norvegia: 405 medaglie, 148 ori
- USA: 330
- Germania: 265
- Italia: 141
Numero di Olimpiadi invernali in Italia:
3: Cortina 1956, Torino 2006, Milano-Cortina 2026 che è anche la prima Olimpiade “diffusa”.
198: numero di atlete e atleti che compongono la delegazione italiana alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026
I numeri della fisica: la scienza che governa i Giochi
Le Olimpiadi invernali non sono solo un evento sportivo: sono un laboratorio di fisica applicata. Ogni disciplina è un caso di studio.
Bob: energia, aerodinamica e forze estreme
Il bob è uno degli sport più “scientifici” delle Olimpiadi. Nessun motore, nessun artificio: solo gravità, attrito ridotto al minimo e aerodinamica.
La velocità iniziale nasce dalla spinta degli atleti: l’energia chimica dei muscoli si trasforma in energia cinetica e più alta è questa velocità di partenza, più il bob riuscirà a mantenerla lungo la discesa.
Una volta entrato in pista, è la gravità a fare il resto. Le piste da bob sono progettate come discese continue, con pendenze e curve sopraelevate che permettono al mezzo di accelerare costantemente. L’attrito è ridotto al minimo grazie alle lame metalliche che, concentrando la pressione su una superficie piccolissima, creano un sottilissimo film d’acqua tra lama e ghiaccio: è questo che permette al bob di scivolare quasi senza resistenza.
Quando la velocità aumenta, entra in gioco la resistenza dell’aria. A 140 km/h diventa uno degli ostacoli principali, ed è per questo che i bob hanno forme arrotondate, superfici lisce e atleti raccolti in posizione compatta. Ogni turbolenza può costare millesimi di secondo, motivo per cui i mezzi vengono testati in galleria del vento come vere auto da competizione.
- 140 km/h: velocità massima raggiunta
- 1650 m: lunghezza pista a Cortina
- 5G: accelerazione a cui sono sottoposti gli atleti in curva
Curling: la scienza della stone che curva
Il curling è l’esatto opposto del bob: lento, silenzioso, apparentemente semplice. Eppure, è un concentrato di fisica. La stone curva perché la superficie del ghiaccio non è uniforme e perché la spazzolatura crea un sottilissimo strato d’acqua che riduce la resistenza e fa scivolare la stone più a lungo.
Ogni passata di scopa modifica velocità, traiettoria, curvatura. È un gioco di attrito, temperatura, pressione. Non a caso viene definito “scacchi su ghiaccio”: ogni gesto è una decisione strategica.
Pattinaggio artistico: rotazioni, momenti angolari e atterraggi impossibili
Nel pattinaggio artistico, la fisica è protagonista assoluta. Quando la pattinatrice si prepara per il salto costruisce un momento angolare: per aumentare la velocità di rotazione, l’atleta riduce il proprio momento d’inerzia raccogliendo braccia e gambe; per rallentare, li allarga.
- 35 cm: altezza media salto per le donne
- 45 cm: altezza media salto per gli uomini
- 5-8: volte il peso corporeo, è la forza a cui è sottoposto un atleta all’atterraggio, quindi un atleta di 70 kg scarica fino a 480 kg sul ghiaccio.
I numeri di Milano‑Cortina 2026
- 3656: atleti partecipanti
- 93: Paesi partecipanti
- 16: discipline olimpiche
- 116: competizioni (54 maschili, 50 femminili e 12 misti)
- 6: discipline paraolimpiche
- 22000 kmq: superficie geografica coperta da tre regioni, Lombardia, Trentino-Alto Adige e Veneto
- 98: le opere coinvolte, 51 infrastrutture e 47 impianti sportivi
- 55: numero degli sponsor
- 500: milioni di euro di ricavi da sponsor
- 2,5: milioni di visitatori attesi
- 41: medaglie vinte dalla Norvegia
- 30: medaglie vinte dall’Italia che è al quarto posto nel medagliere
- 6: medaglie d’oro vinte da KLAEBO Johannes Hoesflot in sei gare di sci di fondo, portandosi al primo posto dei medagliati
- 348: medaglie assegnate a 29 nazioni

I numeri di Milano‑Cortina 2026: l’Olimpiade delle atlete italiane
Il documento del CONI lo dice chiaramente: «Sono tantissimi i risultati degni di nota delle atlete italiane in questi Giochi invernali disputati in casa.»
- 10: numero di mesi necessari a Federica Brignone per tornare a vincere. Dopo un infortunio per cui non si sapeva neanche se sarebbe tornata a camminare, vince due ori in tre giorni.
- 1: primo oro italiano nel biathlon individuale. Lisa Vittozzi vince dopo avere attraversato alcune difficoltà personali.
- 2: ori vinti da Francesca Lollobrigida, nei 3.000 e nei 5.000 metri di pattinaggio di velocità, tre anni dopo essere diventata madre. La sua intervista dopo la vittoria è un esempio di come carriera e maternità possano coesistere. Non parla di sacrifici, ma di scelte. Accanto a lei una rete solida, dal marito alla famiglia, dalla Federazione all’Aeronautica.
- 2002: anno di nascita di Chiara Betti e Elisa Confortola entrambe oro nella Staffetta mista di short track.
- 2007: anno di nascita di Flora Tabanelli, la più giovane delle atlete azzurre, bronzo nel freestyle Big Air, re mesi dopo la lesione al legamento crociato
- 36: anni di Arianna Fontana, tre medaglie (un oro e due argenti) in questi Giochi prendendosi la vetta della graduatoria degli sportivi italiani più medagliati nella storia a cinque cerchi con un totale di 14 medaglie. Incredibile la longevità di questa campionessa che saliva sul podio vent’anni fa a Torino 2006 proprio nella staffetta femminile.
- 2: numero di medaglie in due giorni di Michela Moioli dopo un trauma facciale riportato in allenamento.
- 1 bronzo per Stefania Constantini nel curling
- 1 oro + 1 bronzo per Voetter–Oberhofer nello slittino
- 1 bronzo per Guignard–Conti–Gutmann nel pattinaggio Team Event
- 10: voto alla sportività e alla sana competizione vista in queste olimpiadi. L’immagine forse più efficace per descrivere il significato della parola competere (dal latino cum petere ovvero gareggiare insieme) è quella in cui la svedese Sarah Hector e la norvegese Thea Stjernesund, si inchinano alla vittoria di Federica Brignone.
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