«Quanti morti occorreranno ancora, prima che si cessi di guardare alla guerra come strumento per risolvere le controversie tra gli Stati, che se ne faccia uso per l’arbitrio di voler dominare altri popoli?». Sono parole solenni, che interrogano le coscienze, quelle pronunciate dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Bundestag di Berlino, in occasione della cerimonia per gli 80 anni dalla fine della Seconda guerra mondiale.
La stessa domanda ce la siamo posta più modestamente anche noi di Prisma e, a nostro modo, abbiamo cercato delle risposte attraverso la storia di copertina di questo numero. Abbiamo intervistato Maria Elena Delia, l’insegnante divenuta portavoce italiana della Global Sumud Flotilla, che ci ha spiegato cosa l’ha spinta a salpare per Gaza. Abbiamo dialogato con l’astrofila palestinese Maysoun, che in mezzo alla distruzione continua a indicare le stelle ai suoi figli come atto di resistenza. Abbiamo chiacchierato con alcuni accademici italiani coinvolti nelle manifestazioni contro la guerra che da mesi animano le università italiane. Insieme a Gianfranco Pacchioni, autore del libro Scienza chiara, scienza oscura, abbiamo provato a sviscerare la questione del rapporto tra ricerca pubblica e industria bellica. E, siccome non si può guardare al futuro senza conoscere il passato, abbiamo dedicato spazio ai dilemmi etici che nel corso della storia hanno affrontato molti scienziati, direttamente o indirettamente coinvolti nella guerra.
Per fortuna, dal mondo arrivano anche buone notizie, come le iniziative di cooperazione internazionale portate avanti da matematici e fisici: nello specifico ve ne presentiamo due che riguardano Cuba e il Sud Sudan.
Parleremo poi del furto del secolo al Louvre, per spiegare come la geometria avrebbe potuto sventarlo, e faremo un salto a Stoccolma, dove il 10 dicembre lo storico Joel Mokyr riceverà il Premio Nobel per l’economia.
Ovviamente non ci siamo scordati del Natale alle porte e abbiamo deciso di regalarci un po’ di leggerezza, con i giochi matematici, i consigli di lettura sotto l’albero, gli appuntamenti celesti da non perdere e pure qualche dritta per smascherare le vacanze fake di certi influencer. E siccome le feste spesso fanno sentire più forte la mancanza di chi non c’è più, abbiamo voluto dedicare un omaggio al grande giornalista e comunicatore scientifico Pietro Greco, a 5 anni dalla sua scomparsa.
Con questo vi auguriamo buona lettura e… buone feste!